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Ue-Marocco: cooperazione strategica su AI e digitale
Cosa è successo
L'8 aprile 2026, a margine di GITEX Africa a Marrakech, l'Unione Europea e il Marocco hanno lanciato un Dialogo Digitale, con l'obiettivo di costruire una cooperazione concreta su intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, startup e interoperabilità dei sistemi pubblici. In parallelo, quattro centri europei di supercalcolo hanno firmato una lettera d'intenti con l'Università Politecnica Mohammed VI, che ospita il supercomputer più potente del continente africano. L'accordo cade nel trentesimo anniversario del partenariato EU-Marocco e si inserisce nel quadro del Patto per il Mediterraneo, lanciato da Bruxelles nel novembre 2025.
Perché è importante
Il Patto per il Mediterraneo, presentato dalla Commissione nell'ottobre 2025, sancisce un cambio di approccio: la regione viene trattata come spazio strategico interdipendente, in cui stabilità, energia, digitale e sviluppo economico sono obiettivi connessi. In questo disegno, il Marocco occupa una posizione privilegiata: è il Paese della sponda sud con la maggiore stabilità istituzionale, una strategia digitale nazionale ambiziosa come il Digital Morocco 2030 e una collocazione geografica che lo rende cerniera tra Europa e Africa subsahariana.
Per Bruxelles, la politica digitale è diventata uno strumento di politica estera: questioni come standard tecnologici, infrastrutture di rete e governance dell'AI vengono gestite come materie di partnership strategica, non come semplici accordi tecnici. La posta in gioco è anche geopolitica: Cina e Russia competono attivamente per influenza sulla sponda sud del Mediterraneo, e l'Europa sa che restare fuori da questi processi significa lasciare spazio ad altri.
E adesso?
Quello che manca ancora è una tabella di marcia con scadenze e meccanismi di verifica: il rischio, ricorrente nella strategia mediterranea europea, è che le dichiarazioni di principio restino in attesa di traduzione operativa. Sul piano italiano, l'accordo EU-Marocco si legge in continuità con una traiettoria già avviata da Roma.
A febbraio, il ministro delle Imprese e del Made In Italy Urso ha siglato a Nuova Delhi un'intesa tra Italia, India e Kenya per sviluppare un AI Hub for Sustainable Development in Africa, con quindici casi d'uso prioritari dal 2026, nel quadro del Piano Mattei, che viene letto in convergenza con il Patto per il Mediterraneo europeo.