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Ucraina, Zelensky sta incontrando grandi difficoltà in Parlamento

3 min di lettura

Cosa è successo

Il Parlamento ucraino sta bloccando da tempo numerose riforme promosse dal presidente Volodymyr Zelensky. Il fatto che neppure all’interno della maggioranza che dovrebbe sostenere il presidente si riesca a trovare un accordo sufficiente è indice di grande affanno politico per il presidente.
Alla radice di questa difficoltà ci sono soprattutto la sua gestione, praticamente solitaria e accentrata, della guerra e del Paese. Inoltre, pochi mesi fa, la cerchia ristretta del presidente, è stata travolta da una serie importante di scandali di corruzione. Una cosa che, anche se non ha coinvolto direttamente il presidente, ne ha comunque intaccato la credibilità.
Tra le misure ferme figurano riforme fiscali (IVA per piccole imprese) e strategie anticorruzione fondamentali per ottenere aiuti finanziari e procedere nel percorso di adesione all'Unione europea.

Perché è importante

  • Per ragioni di politica interna: la difficoltà di questi giorni arriva al termine di un percorso di progressivo indebolimento del presidente Zelensky nel suo rapporto con il parlamento. Infatti, se per il primo periodo di guerra il sostegno al presidente era stato pressoché totale, con il passare dei mesi e degli anni, questo si è indebolito: dai 254 seggi del 2019, ai 111 deputati.
  • Per ragioni pratiche: perché le riforme che in questa fase il parlamento non sta licenziando sono cruciali per continuare ad avere il sostegno dell’FMI (che di fatto, in questa fase, mantiene il paese) e per poter avviare il percorso di avvicinamento all’UE.
  • Per ragioni militari: in questa fase la guerra si trova in una fase molto delicata, dal momento che la guerra nel golfo rischia di ridurre a lumicino gli arrivi di armi USA a Kiev; d’altra parte, sempre per effetto della guerra in Iran, le sanzioni alla Russia sono state allentate, cosa che, verosimilmente, nei prossimi mesi porterà nuovo denaro liquido nelle casse di Mosca. In questa condizione di difficoltà militare, è ovvio che la leadership deve mostrarsi solida, condivisa e popolare. Altrimenti si rischia una delegittimazione che potrebbe portare a un complessivo rompete le righe, cosa che costituirebbe un importante vantaggio strategico per Mosca.

E adesso

Non sappiamo se e come il presidente Zelensky, che da tempo è in affanno nei consensi, sia per il modo accentrato con cui governa (di fatto escludendo il parlamento da tutte le decisioni in cui non è proprio indispensabile il suo voto) sia per gli scandali che pochi mesi fa hanno coinvolto la sua cerchia più ristretta. Alcune settimane fa era circolata l’ipotesi che il paese, la cui costituzione impedisce di tenere elezioni in tempo di guerra, potesse andare al voto. Un voto nel quale, però, i sondaggi danno ancora Zelensky come ampiamente vincitore.

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