News & BusinessSicurezza & Resilienza
Trump valuta l’uscita dalla Nato e aumenta la pressione sull’Europa
Cosa è successo
Il Daily Telegraph ha pubblicato un’intervista esclusiva al Presidente americano Donald Trump in cui quest’ultimo dichiara di stare “fortemente considerando” l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato. La minaccia arriva dopo che gli alleati europei non hanno fornito un sostegno adeguato all’azione militare statunitense contro l’Iran, in particolare per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump ha definito l’Alleanza Atlantica una paper tiger (tigre di carta) e ha affermato che rimuovere gli USA dal patto di difesa collettiva è ormai oltre ogni ripensamento. L'inquilino della Casa Bianca ha anche criticato duramente il Regno Unito, sostenendo che non possieda più una Marina funzionante e che le sue portaerei siano obsolete.
Perché è importante
Questa dichiarazione si inserisce in un pattern coerente: la logica “push me-pull me” di Trump nei confronti dell’Europa. Fino al suo ritorno alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno storicamente spinto l’Europa a spendere di più nella Difesa con scarso successo (push). Dal 2025, la politica americana è stata ribaltata: Trump genera crisi (prima sulle spese, poi sull’Ucraina, poi sulla Groenlandia, ora sull’Iran) e ogni volta pretende che l’Europa offra nuove concessioni per tirare l’America verso la sua difesa, altrimenti sarà Trump a tirarsene fuori (pull). Se accettiamo quanto gran parte degli studiosi affermano, ovvero che l’Europa non sarà in grado di avere una difesa autonoma prima del 2040, la strategia di Trump ha una sua fredda razionalità — estorcere il massimo da una parte debole e in difficoltà. Ovviamente, non è detto che quanto esposto rifletta la logica di Trump, ma certo colpisce la sovrapposizione tra questa logica e le azioni di Washington nel corso dell’ultimo anno.
E adesso?
Nel breve termine, la minaccia rischia di creare panico nei mercati finanziari e nelle cancellerie europee, già sotto pressione per l’aumento dei prezzi energetici legati alla crisi iraniana. Non è possibile escludere che Trump usi la minaccia in maniera strumentale su due dossier differenti. Da una parte, proprio la guerra in Iran che più continua più indebolisce l’economia europea: dunque minacciando l’uscita dalla Nato, Trump forse cerca più collaborazione sul fronte iraniano. Dall’altra, dietro le quinte, i Paesi Nato stanno discutendo l’accordo per il vertice annuale dell’Alleanza Atlantica che si terrà in estate ad Istanbul. Anche in questo caso, non possiamo escludere l’uscita serva per far ingoiare un boccone amaro agli alleati europei.
Nel medio termine, l’intervento spinge ulteriormente i Paesi europei a sviluppare una difesa autonoma, che è esattamente quanto Trump, paradossalmente, vuole. E qui potrebbe trovarsi il vero paradosso: meno gli Stati Uniti devono preoccuparsi della difesa europea, più sono liberi di intervenire su altri fronti, ma intervenendo su altri fronti impongono dei costi diretti o indiretti proprio agli europei, il cui modello socio-economico si basa sulla globalizzazione degli anni Novanta. Fin quando la Russia rimarrà una minaccia per la sicurezza europea, sarà difficile togliersi da questo ciclo.