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Trump rivoluziona la gestione degli aiuti esteri americani riservando 40 milioni di dollari alla rete internazionale del movimento MAGA

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Trump rivoluziona la gestione degli aiuti esteri americani riservando 40 milioni di dollari alla rete internazionale del movimento MAGA

Cos’è successo

L'amministrazione americana guidata da Donald Trump si prepara a lanciare una serie di finanziamenti in Europa, e oltre, per sostenere iniziative allineate al movimento MAGA, nell'ambito di una revisione radicale delle priorità degli aiuti esteri statunitensi. Secondo una copia della notifica inviata dal dipartimento di Stato al Congresso e vista dal Financial Times, tra gli obiettivi dichiarati c'è il rafforzamento della libertà di espressione nel Regno Unito e in Europa, che l'amministrazione sostiene essere sotto attacco.

Il pacchetto prevede 2 milioni di dollari per "contrastare la censura" derivante dalle normative Ue, incluso il Digital Services Act e il Digital Markets Act, e 5 milioni per "sviluppare un'alleanza civilizzazionale" in Europa, con possibili finanziamenti a iniziative a difesa di "libertà di espressione, competizione politica e sovranità nazionale" nel continente. Una seconda notifica al Congresso include 5 milioni di dollari destinati alla Free Speech Union International, l'organizzazione ombrello del gruppo britannico Free Speech Union fondato dal parigrado conservatore Toby Young, e 2 milioni per gruppi dell'Europa orientale e dei Balcani impegnati contro presunti tentativi di minare le norme civilizzazionali occidentali.

Perché conta

Fino a poco tempo fa UsAid distribuiva miliardi di dollari per vaccini, acqua potabile e programmi anti-fame nei Paesi più poveri del mondo. Ora una parte consistente di quella stessa macchina degli aiuti esteri viene ridiretta a finanziare think tank conservatori, cause anti-censura e battaglie culturali nei Paesi alleati più ricchi, un rovesciamento quasi totale di priorità che il Dipartimento di Stato prova a far passare come continuità istituzionale.

  • Il finanziamento più consistente va a un ente sulla guerra fredda ideologica: 40 milioni di dollari, la cifra più alta dell'intero pacchetto, sono destinati alla Victims of Communism Memorial Foundation, organizzazione non profit fondata nel 1993 per legge del Congresso e firmata dal presidente Bill Clinton, il cui patrimonio totale secondo l'ultima dichiarazione fiscale disponibile ammonta a soli 12,1 milioni di dollari, un dato che rende il nuovo finanziamento un salto dimensionale enorme per l'organizzazione;
  • La linea di finanziamento si estende anche oltre l'Europa: la notifica include sostegno a sforzi per contrastare quello che viene definito eccesso di potere giudiziario e censura in Brasile, dove Washington ha accusato le autorità di perseguitare l'ex presidente Bolsonaro, alleato di Trump, oltre a 1 milione di dollari per documentare presunti abusi dei diritti umani contro minoranze etniche in Sudafrica, un riferimento che pur senza nominarli esplicitamente richiama la narrazione dell'amministrazione sui sudafricani bianchi come vittime di discriminazione;
  • Un caso già smentito mostra la confusione interna al processo: il documento indicava anche 7 milioni di dollari per 878, un nuovo think tank anglo-americano co-fondato dall'ex ministro conservatore Jacob Rees-Mogg, ma una persona a conoscenza della vicenda ha riferito che non esistono piani per finanziarlo, e che quella parte del documento sarebbe stata redatta da un funzionario giovane del Dipartimento di Stato, con sorpresa di alcuni alti funzionari.

Adesso

  • Il Dipartimento di Stato frena sulla certezza dei fondi: contattato per un commento, il Dipartimento ha dichiarato che i programmi sono ancora "in fase di deliberazione attiva" e che ricevere una sovvenzione non è garantito per nessuna organizzazione che non soddisfi tutti i requisiti e gli standard federali;
  • La Free Speech Union non ha ancora presentato domanda formale: Toby Young ha confermato al Financial Times l'interesse del gruppo a candidarsi per i fondi del Dipartimento di Stato per promuovere il diritto alla libertà di espressione nei Paesi in cui opera, ma ha precisato che la domanda formale non è ancora stata presentata;
  • Il contesto politico interno amplifica il significato della mossa: la notizia dei finanziamenti arriva mentre Trump intensifica gli attacchi contro i Democratici, cercando di etichettarli come "comunisti" in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, un collegamento che rende il finanziamento da 40 milioni alla fondazione anti-comunista tutt'altro che casuale nel calendario.

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