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Trump ritira il 14% delle truppe Usa dalla Germania, ma il disimpegno è leva negoziale per i nuovi dazi sulle auto Ue

Cosa è successo
Il Pentagono ha annunciato formalmente il ritiro di circa 5.000 soldati americani dalla Germania, da completarsi nei prossimi 6-12 mesi. La decisione segue di pochi giorni le critiche del presidente Donald Trump agli alleati europei per il mancato sostegno alla guerra nel Golfo. Trump ha esteso esplicitamente la minaccia anche a Italia e Spagna, rispondendo «probabilmente sì» alla possibilità di tagli simili, definendo i due Paesi poco collaborativi.
In Germania sono attualmente stanziati circa 36.000 militari USA, principalmente intorno alla base di Ramstein; il taglio rappresenta circa il 14% della presenza complessiva. In Italia operano oltre 12.600 soldati americani e in Spagna circa 3.800. Fonti del Dipartimento della Difesa sottolineano che si tratta di una revisione della postura di forza in Europa legata a esigenze operative e a considerazioni di bilancio. Roma e Madrid hanno reagito con preoccupazione, avviando contatti diplomatici urgenti per evitare ripercussioni dirette sulle proprie basi.
Cosa significa
Questa decisione non è solo un aggiustamento logistico, ma rappresenta un segnale politico forte di ridimensionamento dell’impegno Usa in Europa sotto l’amministrazione Trump. Segna un’accelerazione della dottrina “America First” applicata alla difesa, con gli alleati chiamati a fare di più o a subire conseguenze. L’Europa si trova di fronte a una maggiore responsabilità per la propria sicurezza, mentre la Nato rischia di apparire più fragile proprio in una fase di instabilità globale.
- La decisione è coerente con la strategia di sicurezza nazionale pubblicata a inizio anno e, realisticamente, con la Global Posture Review che doveva essere presentata a marzo, ma che l'Amministrazione Trump ha deciso di tenere secretata;
- Realistico dunque immaginare che il presidente Trump abbia usato la scusa del mancato sostegno per giustificare una scelta già fatta e creare così artificiosamente una crisi per estorcere concessioni dagli alleati Europei. Non è un caso che, contemporaneamente, il presidente ha minacciato nuovi dazi al settore automobilistico europeo.
E adesso?
I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se i tagli si estenderanno effettivamente a Italia e Spagna o resteranno limitati alla Germania come avvertimento. Nel frattempo, la Nato ha chiesto chiarimenti formali e sta coordinando una risposta collettiva. L’Italia, con il governo Meloni, dovrà bilanciare la storica alleanza con gli Usa e la necessità di non apparire “punita” sul piano internazionale.
- Ora aumenta la pressione sui Paesi europei per accettare imposizioni su altri temi (commercio, tecnologia, supply-chain) per favorire un compromesso con gli Stati Uniti;
- Cresce così la pressione per rafforzare ulteriormente la difesa europea, nonostante le difficoltà di bilancio e il quadro macroeconomico complesso;
- Aumenta la pressione sui tavoli Ue e Nato rispettivamente sulla Strategia di Sicurezza europea in uscita in estate e per il vertice dell'Alleanza Atlantica di Instanbul del 7-8 luglio.