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Trump rinvia i dazi al 25% sulle auto europee e concede all'Ue tempo fino al 4 luglio per l'accordo

Cos’è successo
Il presidente Usa Donald Trump ha rinviato al 4 luglio la minaccia di aumentare dal 15% al 25% i dazi sulle auto europee, concedendo più tempo a Bruxelles per attuare l’accordo commerciale firmato nel 2025 in Scozia. L’intesa prevedeva l’azzeramento dei dazi europei sui beni industriali Usa e quote duty free per alcuni prodotti agricoli e ittici americani.
Trump ha accusato l'Unione europea di essere “in ritardo” nell’implementazione dell’accordo, mentre la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha parlato di “progressi concreti” verso una riduzione tariffaria entro inizio luglio. Sullo sfondo resta anche il tema Iran: Washington e Bruxelles hanno concordato che Teheran “non deve mai possedere un’arma nucleare”.
Perché conta
La nuova deadline evita uno scontro commerciale immediato tra Usa e Ue, ma conferma che il dossier tariffario resta un'arma negoziale della Casa Bianca. Il settore auto europeo rimane esposto a una minaccia diretta proprio mentre Bruxelles cerca di chiudere l'iter legislativo interno dell’accordo.
- Il rinvio congela per ora il rischio di dazi al 25% sulle auto europee, settore chiave per Germania, Italia e filiere manifatturiere continentali;
- Trump segnala che la pazienza americana è limitata: oltre all'auto potrebbero arrivare altre misure se Washington giudicasse l'Ue “non conforme”;
- Nel Parlamento europeo emergono divisioni: alcuni chiedono clausole di salvaguardia e la possibilità di sospendere l'accordo se gli Usa non rispettassero gli impegni.
Adesso
- I negoziatori Ue e Usa torneranno a incontrarsi il 19 maggio per cercare di accelerare l’attuazione dell’accordo commerciale.
- Bruxelles dovrà convincere Parlamento europeo e Stati membri a chiudere rapidamente il pacchetto legislativo sui tagli tariffari. L’Ue ha promesso di ridurre o azzerare alcuni dazi sui beni industriali americani (macchinari industriali, componentistica manifatturiera, prodotti chimici e farmaceutici, apparecchiature tecnologiche ed elettroniche) ma per farlo bisogna modificare regolamenti e procedure doganali europee. Alcuni Paesi e deputati europei vogliono inserire “garanzie” o condizioni aggiuntive e queste divisioni stanno rallentando il processo;
- Il 4 luglio diventa la nuova data politica chiave: se non arriveranno progressi concreti, Trump minaccia tariffe “molto più alte” sui prodotti europei.