News & BusinessPolitica Internazionale
Trump firma l'accordo per il nucleare con l'Arabia Saudita ma dopo 24 ore pone la condizione di normalizzare i rapporti con Israele

Cos’è successo
Prima l’annuncio, poi i caveat. Gli Usa e l'Arabia Saudita hanno siglato un accordo storico per lo sviluppo di un programma nucleare civile saudita, intesa pensata per aprire alle aziende americane e rafforzare la partnership economica e strategica tra i due Paesi. Tuttavia, l'intesa è entrata immediatamente in crisi a causa della reazione di Donald Trump, irritato dalla gestione della comunicazione da parte del Dipartimento dell'Energia e dalle pesanti critiche giunte da ambienti conservatori ed esperti di non proliferazione, preoccupati per le concessioni sull'arricchimento dell'uranio a Riad senza adeguate garanzie d'ispezione.
A sole 24 ore dalla cerimonia ufficiale a Washington, il presidente americano ha bloccato l'avanzamento del testo imponendo un vincolo politico decisivo: l'accordo sarà valido soltanto se il regno saudita deciderà di aderire formalmente agli Accordi di Abramo e di stabilire relazioni diplomatiche dirette con Israele, come hanno già fatto Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan e Marocco.
Perché conta
La firma della cooperazione energetica e la successiva sterzata della Casa Bianca mettono a nudo le tensioni interne all'amministrazione americana e le complessità diplomatiche con i partner mediorientali:
- L'accordo bilaterale, di cui non è stato divulgato il testo integrale, prevede una cooperazione decennale per l'energia nucleare civile con l'apertura all'arricchimento dell'uranio in territorio saudita e standard di ispezione affievoliti rispetto alle prassi dell'Aiea (l’Agenzia internazionale dell’energia atomica);
- L'annuncio formale, promosso dal segretario all'Energia durante una cerimonia pubblica, ha scatenato la dura reazione dei media conservatori americani e la contrarietà della Casa Bianca per un'uscita giudicata prematura e non coordinata;
- Il giorno successivo alla firma, Trump ha congelato l'intesa imponendo – via social – come condizione vincolante e prioritaria l'adesione dell'Arabia Saudita agli Accordi di Abramo e il riconoscimento diplomatico dello Stato ebraico.
Adesso
- Sul piano regionale, Riad difficilmente accetterà la normalizzazione immediata con Israele senza passi concreti verso lo Stato palestinese, ma l'interesse saudita ad acquisire tecnologia atomica per contrastare l'influenza dell'Iran e proteggersi dalle minacce nell'area potrebbe spingere il principe ereditario a futuri margini di trattativa;
- Nelle relazioni bilaterali tra Washington e Riad, l'imposizione improvvisa del nuovo vincolo rischia di incrinare la fiducia reciproca e spingere l'Arabia Saudita a valutare partnership alternative con potenze concorrenti come Cina o Russia per far avanzare le proprie ambizioni nucleari;
- Per quanto riguarda la posizione europea, la gestione unilaterale della crisi nucleare da parte americana aumenta i timori relativi alla stabilità del Medio Oriente, già messa a dura prova dal collasso della tregua Usa-Iran su Hormuz.