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Tre strade per la Romania dopo Bolojan: governo di minoranza, rimpasto o urne anticipate

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Tre strade per la Romania dopo Bolojan: governo di minoranza, rimpasto o urne anticipate

Cosa è successo

Il governo romeno guidato da Ilie Bolojan è entrato in stallo e potrebbe cadere nelle prossime ore. Questo a motivo del fatto che la parte più di sinistra della sua colazione parlamentare, formata da Liberali e Socialdemocratici, ha deciso di togliere il sostegno all’esecutivo.

Secondo i socialisti, infatti, le misure economiche proposte dal premier per ridurre il debito e rispettare i parametri europei di spesa pubblica sarebbero draconiane e inique, e pertanto impossibili da accettare per loro e per il loro elettorato. La Romania prevede l’ipotesi di formare governi di minoranza purché questi però non subiscano mozioni di censura. E quella per il governo Bolojan è prevista per il prossimo mercoledì.

Perché è importante

  • Di stabilità politica e tenuta elettorale: tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 la Romania è stata al centro di una complicata tornata elettorale: il voto del primo turno di presidenziali, tenutosi alla fine del novembre 2024, è stato vinto a sorpresa dal leader di estrema destra Călin Georgescu. Poche ore dopo però, il voto fu annullato, perché la Corte Suprema del Paese aveva ravvisato ragioni per ritenere che il voto fosse stato alterato da operazioni di propaganda ostile.
    Questo dà un’idea di come il sistema elettorale sia fragile e poroso.

  • Elettorali: sempre alla fine del 2024 si sono tenute altre elezioni: quelle parlamentari, vinte per un soffio dal partito socialdemocratico, che fino a quel momento esprimeva il premier. Appena quattro punti più sotto, invece, si era collocato il partito di estrema destra AUR, guidato da un altro leader filo putiniano, George Simion. Il governo che era nato nelle settimane successive, attualmente in carica, era formato da Liberali e Socialdemocratici in coalizione.
    Da allora molte cose sono cambiate e, secondo i sondaggi, se si votasse oggi AUR raccoglierebbe poco meno del doppio dei social democratici (35% contro 22%), di fatto mettendosi nelle condizioni di governare quasi da solo. O comunque di avere la maggioranza relativa dell'aula.

  • Di tenuta europea: l'Ue ha enormi problemi di coesione politica e consenso elettorale. L’ipotesi che il governo romeno cada e che nel Paese si vada a nuove elezioni mette in pericolo, più di quanto già non siano, i fragili equilibri europei. Specie nell’area orientale, per ovvie ragioni delicata e strategica.

E adesso?

Le possibilità che si aprono davanti al Paese sono sostanzialmente tre:

  • continuare con un governo di minoranza;
  • formare un nuovo esecutivo sulla base del parlamento attuale;
  • andare a nuove elezioni.

È verosimile che Ue e Presidente Dan spingano per una delle prime due ipotesi.

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