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Trasformare l’Europa: la crescita passa dalla mobilitazione degli investimenti, non dalla scarsità di capitali
Cosa è successo?
Il report Transforming Europe: Bold moves to lift a continent di McKinsey & Company identifica nel divario di investimenti il principale vincolo strutturale alla crescita europea. I dati mostrano che l’Europa investe circa il 40% in meno rispetto agli Stati Uniti in spesa in conto capitale e R&S. Dal 2024, la stima degli investimenti annui necessari per recuperare competitività è salita da 800 miliardi a circa 1.200 miliardi di euro l’anno per i prossimi cinque anni, anche per effetto dell’aumento della spesa per la difesa. Nei settori digitali e “future-shaping”, le imprese statunitensi hanno investito 2.000 miliardi di euro in più rispetto a quelle europee in cinque anni. Tra gennaio 2024 e settembre 2025, il gap annuo di investimenti corporate ha raggiunto circa 580 miliardi di euro, a cui si aggiungono oltre 300 miliardi mancanti per start-up e scale-up.
Perché è importante?
Il messaggio centrale del report è che il problema europeo non è la mancanza di risparmio o di capitali disponibili, ma l’incapacità di trasformarli in investimenti produttivi. In un contesto di elevata propensione al risparmio e domanda debole di investimenti, l’Europa rischia uno scenario di “stagnazione secolare” con una crescita reale del PIL intorno all’1% annuo. Questo implica che strumenti tradizionali di politica monetaria o fiscale, da soli, non sono sufficienti: senza un deciso aumento degli investimenti in infrastrutture, digitale, innovazione e difesa, la traiettoria di crescita resta strutturalmente compressa.
E adesso?
Secondo McKinsey, la priorità per l’Europa è sbloccare meccanismi che convoglino capitale verso progetti ad alto impatto economico e tecnologico. Ciò richiede riforme che riducano la frammentazione dei mercati dei capitali, aumentino la scala degli investimenti industriali e rendano più attrattivo finanziare innovazione, start-up e transizioni strategiche. In assenza di “mosse audaci” per chiudere il gap di investimento, l’Europa rischia di rimanere intrappolata in una crescita bassa strutturale, con implicazioni dirette su competitività, welfare e ruolo geopolitico del continente.