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Transizione 5.0: firmato il decreto attuativo

Cosa è successo
Dopo mesi di trattative, il decreto attuativo di Transizione 5.0 ha ottenuto la firma del Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. L'iperammortamento fino al 180 per cento destinato a chi investe nella doppia transizione verde e digitale potrebbe diventare operativo nei primi dieci giorni di giugno, con l'apertura dello sportello telematico del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
A sbloccare lo stallo sarebbero state due novità: l'introduzione di una quinta comunicazione obbligatoria a carico delle imprese e, soprattutto, l'esclusione dagli incentivi dei software in cloud, ossia la modalità con cui oggi la maggior parte delle aziende adotta soluzioni digitali. Urso avrebbe accettato queste modifiche pur di accelerare l'iter, in linea con le sollecitazioni del mondo produttivo.
Perché è importante
Le imprese attendono da tempo l'attivazione della misura per pianificare i propri investimenti, come ribadito nei mesi scorsi dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, secondo cui prima parte lo strumento, meglio è per il sistema produttivo. La soluzione individuata, però, non convince gli operatori, che chiedono al Governo un ripensamento.
- Anitec-Assinform, l'associazione di Confindustria del settore high tech, ha definito la scelta di non sostenere i software in cloud difficile da comprendere sul piano tecnologico e strategico, ricordando come nelle precedenti versioni del piano i beni immateriali 4.0 fossero inclusi e avessero inciso solo per l'uno per cento dei fondi erogati;
- Anche Assintel-Confcommercio ha espresso critiche, considerando l'esclusione una scelta in controtendenza rispetto all'evoluzione digitale: il software in cloud, fruito tipicamente in abbonamento, rappresenta infatti circa l'ottanta per cento del mercato attraverso cui oggi le aziende accedono a tecnologia e innovazione.
E adesso?
- Il decreto deve ora superare i passaggi tecnici ancora pendenti, dalla bollinatura della Ragioneria alla firma del Ministro dell'Economia, fino alle verifiche della Corte dei conti.