Policy News
Transizione 5.0 ferma perché la piattaforma per fare domanda non è ancora attiva e le imprese scoprono che i software in abbonamento sono esclusi dagli incentivi

Cos’è successo
I deputati di Azione On. Benzoni e On. Pastorella hanno presentato questa settimana un'interrogazione a risposta immediata in commissione Attività produttive della Camera, rivolta al ministro delle Imprese e del Made in Italy, per chiedere chiarimenti sui ritardi e sulle modifiche al piano "Transizione 5.0", destinato a sostenere gli investimenti delle imprese in innovazione digitale e transizione energetica. L'atto segnala, sulla base di fonti di stampa, che il decreto attuativo sarebbe stato firmato il 5 maggio 2026, ma che l'operatività della misura potrebbe slittare alla prima metà di giugno, in attesa dell'apertura della piattaforma telematica del Gestore dei servizi energetici (Gse).
Tra i punti critici evidenziati nell'interrogazione figurano l'aggravio burocratico legato all'introduzione di cinque comunicazioni obbligatorie lungo il ciclo dell'investimento, l'ampliamento del ruolo dei certificatori e l'esclusione dagli incentivi dei software in cloud e dei modelli "as-a-service", oggi ampiamente utilizzati dalle imprese. Nella risposta scritta pubblicata in commissione, il Mimit ha precisato che il decreto è stato sottoscritto il 4 maggio 2026 dal ministro delle Imprese e il 7 maggio dal ministro dell'Economia, con registrazione alla Corte dei conti il 18 maggio. Sul fronte dei software in cloud, il ministero ha indicato che sono in corso di valutazione possibili soluzioni normative, in raccordo con il Mef, per le esigenze di copertura finanziaria.
Perché conta
- L'atto solleva una questione che riguarda direttamente la finanziabilità degli investimenti programmati dalle imprese italiane, in particolare del comparto manifatturiero, in una fase in cui la stabilità normativa è considerata cruciale per la competitività del sistema produttivo.
Adesso
- Il Mimit ha annunciato la predisposizione di Faq e circolari operative per contenere gli oneri a carico delle imprese e fornire chiarimenti applicativi.