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Tajani a Beirut: sostegno al Libano, aiuti umanitari e disarmo di Hezbollah

Cosa è successo
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha concluso il 13 aprile una missione a Beirut, incontrando il presidente libanese Joseph Aoun e il ministro degli Esteri Youssef Rajji, oltre al contingente italiano UNIFIL. La visita ha toccato tre piani: sostegno politico al Libano, aiuti umanitari e stabilità regionale.
Perché è importante
L'Italia conferma un ruolo attivo nel dossier libanese in un momento di forte instabilità. Tajani ha ribadito la necessità di evitare un'ulteriore escalation e ha posto sul tavolo il disarmo di tutte le fazioni, incluso Hezbollah, condizione che l'Italia lega esplicitamente al sostegno alle riforme strutturali. Sul piano umanitario, sono già operativi 10 milioni di euro di fondi di emergenza e oltre 40 tonnellate di beni di prima necessità. Sul piano regionale, la missione si inserisce nel quadro più ampio delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e della questione della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
E adesso?
L'Italia si candida a fare da ponte su due fronti: promuovere il dialogo diretto tra Libano e Israele e organizzare, sulla scia della riunione MED9 in Croazia, un incontro tra i ministri degli Esteri europei del Mediterraneo e quelli di Nord Africa e Medio Oriente. Sul piano interno libanese, Roma si impegna a sostenere la ricostruzione e a rafforzare le Forze Armate e di Sicurezza libanesi attraverso programmi di formazione, con un occhio anche allo sviluppo agricolo in coordinamento con il Polo Onu di Roma.