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Stanziati 1,5 mld nell'ambito del Programma per l'Industria della Difesa Europea (EDIP)

2 min di lettura

Cosa è successo

La Commissione Ue ha dato il via libera a un piano di lavoro da 1,5 miliardi volto a potenziare e modernizzare l'industria bellica del continente.
Il piano si inserisce nell’alveo dei sistemi di aiuto all’Ucraina, destinazione principale degli armamenti oggi prodotti in Ue, ma avrà ricadute concrete sull’Unione europea stessa, in termini di occupazione, innovazione e reddito.
Interessante notare come, per la prima volta, l'Ucraina sia stata integrata direttamente in un programma industriale di difesa dell'Ue.

Perché è importante

  • Per ragioni politiche: il progressivo potenziamento delle capacità di produzione militare Ue, dopo anni di stasi quasi completa del settore, sono indicative di un’evoluzione politica dell’Unione. In particolare, negli ultimi anni, le autorità Ue si sono trovate dinnanzi all’evidenza del fatto che l’ipotesi di un attacco da est non è remota, anzi. E allo stesso tempo che il sostegno americano non può più essere dato per scontato. Queste consapevolezze hanno portato ad avviare un percorso di progressiva emancipazione dall’alleanza NATO e all’avvio di un cammino (ancora molto lungo) di autonomia Ue.

  • Per ragioni economiche: il piano prevede un innesto da 1,5 miliardi nell’industria militare UE.

  • Per ragioni militari: i settori sui quali, prevedibilmente, si concentreranno gli investimenti saranno quelli relativi alla difesa anti-drone. Un settore rispetto al quale le forze Ue sono molto sguarnite, a differenza di quelle ucraine che, invece, hanno sviluppato negli ultimi anni tecnologie all’avanguardia.

E adesso?

Il cammino verso la costruzione di un'Europa di difesa può essere considerato, ancora, molto lungo sia per inadeguatezza quantitativa in termini di numero di armamenti e munizioni, sia per inadeguatezza tecnologica poiché anni di alleanza con gli Usa ci hanno portato a confidare nelle tecnologie americane invece di crearne di autonome, sia per l’inadeguatezza politica: il fatto che non sembri sia possibile, in questa fase, arrivare a un esercito europeo e a una linea di equipaggiamento comune, mina, alla radice, la forza militare Ue, divisa e frazionata in 27 eserciti che rispondono a 27 governi diversi, e priva, invece, di un unico grande esercito comune.

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