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Spostando l'unica portaerei nel Pacifico occidentale verso l'Iran, gli Usa lasciano scoperti 66 siti di difesa strategici

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Spostando l'unica portaerei nel Pacifico occidentale verso l'Iran, gli Usa lasciano scoperti 66 siti di difesa strategici

Cos’è successo

La portaerei USS George Washington si sta spostando dal Giappone verso il Medio Oriente per dare il cambio alla USS Abraham Lincoln, in missione da circa nove mesi. Numerose sono state le denunce emerse sulle condizioni a bordo, dalla scarsità di cibo ai problemi alle tubature, passando anche per le condizioni psicologiche di alcuni membri dell'equipaggio. Il trasferimento lascia gli Stati Uniti senza alcuna portaerei nel Pacifico occidentale.

La mossa coincide con il taglio "sostanziale" annunciato da Trump alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, giudicate "costose" e "ostili" alla Corea del Nord, con cui il presidente americano ha detto di avere un "ottimo rapporto".

Perché conta

I vuoti temporanei di portaerei in alcune aree strategiche non sono inusuali, ma questo mette in evidenza come la politica mediorientale torni a dettare la postura militare Usa, alimentando dubbi sulla sostenibilità di una presenza solida su diversi fronti contemporaneamente.

  • La regione ospita almeno 66 siti di difesa Usa "significativi" secondo il Congressional Research Service, mentre Taiwan produce la maggior parte dei chip che alimentano l'industria IA americana: la posta in gioco strategica è alta.
  • La flotta Usa conta 11 portaerei, che permettono due impieghi continuativi senza esaurire gli equipaggi, spiega Bryan Clark dell'Hudson Institute; se due restano in Medio Oriente per l'Iran, la presenza nel Pacifico rischia di azzerarsi per mesi ogni anno, anche per le necessità di manutenzione dopo missioni prolungate.
  • La Cina ha già approfittato in passato di vuoti simili, avvicinando le sue task force navali a Taiwan e Giappone, spiega Mark Cancian del CSIS: un'invasione su larga scala resta improbabile, ma Pechino potrebbe intensificare la presenza nell'area.

Adesso

  • La Casa Bianca insiste che la postura militare resta sufficiente a qualsiasi obiettivo, citando l'operazione Epic Fury contro l'Iran come prova della forza Usa, e nega un ritiro dall'Indo-Pacifico;
  • Gli analisti avvertono che il segnale conta: alleati come Taiwan, Filippine e Giappone potrebbero leggere il vuoto di portaerei insieme al taglio delle esercitazioni come prova di un impegno Usa non affidabile.
  • Da monitorare se il vuoto diventi ricorrente con il prosieguo delle operazioni sull'Iran, e come reagiranno gli alleati asiatici nei prossimi mesi.

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