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Spazio, Meloni vara la nuova strategia nazionale: 7,8 mld fino al 2028 per infrastrutture, tecnologie e ricerca

Cos’è successo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi la 29ª seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint), nel corso della quale è stato approvato il nuovo Documento strategico di politica spaziale nazionale. Il provvedimento, secondo le parole della premier riportate, traduce in programmazione operativa gli indirizzi fissati dal governo e rappresenta un passaggio definito "cruciale" per consolidare il posizionamento italiano nel settore aerospaziale.
La strategia si articola su tre direttrici: una governance unificata attraverso il Comint che superi la separazione tra ambito civile e militare; un quadro regolatorio già avviato con la legge n. 89 del 13 giugno 2025 - primo testo organico europeo sulla Space economy - e il rafforzamento della filiera produttiva nazionale. Sul piano finanziario è stata confermata una dotazione complessiva di 7,8 miliardi di euro fino al 2028, destinata a infrastrutture, tecnologie e ricerca, con un ecosistema che coinvolge grandi gruppi industriali, pmi, start-up e centri di ricerca.
Perché conta
Il Documento punta a presidiare sia i comparti in cui l'industria italiana è già competitiva sia i segmenti emergenti del mercato spaziale globale, in una fase in cui le tecnologie orbitali stanno diventando strategiche per sicurezza, telecomunicazioni e autonomia tecnologica europea.
- I settori tradizionali confermati come priorità sono osservazione della Terra, accesso allo spazio, telecomunicazioni, navigazione, esplorazione e ricerca scientifica;
- I nuovi ambiti su cui il governo intende investire comprendono logistica orbitale, servizi in orbita, infrastrutture commerciali in orbita bassa, sicurezza e resilienza;
- Lo stanziamento da 7,8 miliardi e la legge sulla Space economy mirano a offrire stabilità agli investitori e a chiarire le responsabilità degli operatori del settore.
Adesso
- Meloni ha aperto al ruolo dei privati, sottolineando che il finanziamento pubblico resta indispensabile nelle fasi di maggiore rischio tecnologico ma non può essere l'unica leva: servono più capitale privato, maggiore apertura internazionale e collaborazione strutturata tra imprese, università e centri di ricerca.