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SpaceX sbarca in Borsa il 12 giugno con un’offerta pubblica iniziale record da 2.000 mld di dollari

Cos’è successo
SpaceX ha depositato presso la Sec, l'ente federale statunitense preposto alla vigilanza e alla regolamentazione dei mercati finanziari, il filing S-1, la documentazione necessaria per poter sbarcare in borsa al Nasdaq il 12 giugno con la sigla identificativa, ticker, Spcx: valutazione fino a 2.000 miliardi di dollari, raccolta tra 75 e 80 miliardi e Elon Musk che mantiene l'85% dei voting shares.
Sarebbe la più grande Offerta pubblica iniziale (Ipo) della storia, oltre il doppio del record di Saudi Aramco risalente al 2019, ma il dato più interessante sta nel fatto che, per la prima volta, sono stati rivelati i numeri dietro all'azienda tra cui disclosure trimestrali su margini Starlink, prezzi dei lanci ai governi e peso di xAI nel bilancio consolidato.
Perché conta
- Il prospetto sui numeri interni rivela perdite croniche: 4,3 miliardi di rosso netto nel Q1 2026 su 4,7 miliardi di ricavi, 37 miliardi cumulati dalla fondazione;
- Starlink genera 1,1 miliardi di utile trimestrale, la divisione AI ne brucia 2,5. Musk conserva l'85% dei diritti di voto, BlackRock tratta un ruolo da anchor investor, investitore cardine prima dell’Ipo, per 5-10 miliardi;
- L'Ipo accelererà sensibilmente lo scontro sulla sovranità spaziale europea.
Adesso
- Nei prossimi 6-12 mesi l'Ipo assorbirà una quota significativa del capitale istituzionale globale: i round delle startup europee dello spazio e dell'AI dovranno competere con un titolo Spcx liquido, trasparente e da 2.000 miliardi - compressione di valutazioni e tempi di chiusura quasi certa, con effetti sui fondi VC (Venture Capital, fondi d'investimento privati specializzati nel finanziare startup e aziende giovanissime) del continente.
- Nei prossimi 2-5 anni, se i lanci tengono e xAI inizia a monetizzare, SpaceX userà le proprie azioni come valuta per acquisire fornitori e concorrenti: le aziende aerospaziali europee, già piccole sugli standard globali, diventano target M&A o vittime di una competizione schiacciante, salvo intervento ESA o golden power nazionali.
- Oltre i 5 anni: chi controlla l'accesso allo spazio controlla connettività, AI distribuita, osservazione Terra e navigazione — senza finanziamenti pieni a IRIS² entro il 2029 e una filiera europea di lanci commerciali, il continente arriva alla partita per l'economia digitale globale senza carte negoziali.