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Solo il 26% dei fondi umanitari richiesti per la crisi climatica e siccità prolungata è stato raccolto

Cos’è successo
Un report del Joint Research Centre evidenzia il deterioramento della sicurezza alimentare in Africa orientale e Asia centrale nel contesto della crisi climatica e della siccità prolungata. Al 22 dicembre 2025, il piano di risposta umanitaria internazionale aveva raccolto solo 370 milioni di euro sui 1,4 miliardi richiesti, pari al 26% del fabbisogno totale.
In Somalia, il World Food Programme ha ridotto i beneficiari da 2,2 milioni a 600.000 persone tra inizio 2025 e febbraio 2026 per carenza di fondi. Oltre 4,61 milioni di persone soffrono insicurezza alimentare, mentre 1,84 milioni di bambini sotto i cinque anni rischiano malnutrizione acuta. In Afghanistan 23 milioni di persone necessitano assistenza umanitaria, con 3,4 milioni colpite direttamente dalla siccità.
Perché conta
La crisi climatica e alimentare sta diventando un driver diretto di rischio sovrano, creditizio e geopolitico. Per il settore assicurativo il problema non riguarda solo catastrofi naturali, ma stabilità economica e conflittualità sociale.
- Il gap di finanziamento umanitario aumenta il rischio sovrano per gli assicuratori esposti a paesi con bilanci pubblici fragili e crescente dipendenza dagli aiuti internazionali;
- Il deterioramento della sicurezza alimentare colpisce direttamente controparti agroalimentari in Somalia, Kenya ed Etiopia, aumentando rischio di default nei segmenti trade credit e credit insurance;
- La competizione per risorse idriche e alimentari nelle regioni più colpite sta già alimentando tensioni locali e rischio di civil unrest, con possibili impatti su polizze property, liability e political risk.
Adesso
- Assicuratori e riassicuratori potrebbero rafforzare monitoraggio climatico-geopolitico integrando food security e stress idrici nei modelli di rischio sovrano e commerciale;
- La riduzione dei finanziamenti umanitari internazionali rischia di amplificare instabilità politica, migrazioni forzate e volatilità economica in parte dell’Africa orientale e dell’Asia centrale;
- Se le condizioni climatiche estreme continueranno, alcune aree potrebbero registrare un progressivo aumento dell’uninsurability risk per agricoltura, commercio e infrastrutture locali.
Fonte
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC146777/JRC146777_01.pdf