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Solo il 25% delle perdite climatiche europee è assicurato e la quota scende fino al 5% in alcuni Paesi

Cos’è successo
Un'analisi pubblicata il 19 agosto 2026 segnala che i danni climatici stanno diventando una minaccia crescente per le finanze pubbliche europee, in un contesto dove i deficit pubblici dell'Eurozona si attestano già in media al 3% del Pil. Solo un quarto delle perdite catastrofali legate al clima risulta assicurato nell'Ue, con la copertura che scende sotto il 5% in alcuni Paesi secondo le stime della Commissione Europea. Dopo le gravi alluvioni di inizio 2026, il Portogallo ha annunciato l'introduzione di un'assicurazione casa obbligatoria, sostenuta da un fondo per disastri naturali e terremoti e da un meccanismo di solidarietà per garantire un accesso universale alla copertura.
Perché conta
- Le alluvioni spagnole del 2024, il peggior evento alluvionale in Europa degli ultimi cinquant'anni, comportano costi di ricostruzione stimati in 0,7 punti percentuali di prodotto tra il 2024 e il 2026, mentre l'esperienza belga (alluvioni 2021 in gran parte assicurate) e quella tedesca (bassa copertura, con lo Stato costretto ad attingere a fondi pubblici) mostrano quanto il livello di penetrazione assicurativa determini direttamente chi paga il conto di un disastro, famiglie, assicuratori o finanza pubblica;
- David Zahn, responsabile reddito fisso europeo di Franklin Templeton, osserva che più aumentano questi rischi, meno è probabile che vengano assicurati, un circolo potenzialmente vizioso che secondo alcuni analisti potrebbe incidere sul rating sovrano di alcuni Stati membri per 1-2 punti percentuali di PIL;
- La Grecia, la cui economia dipende fortemente dal turismo, sta valutando come ampliare la copertura assicurativa rendendo più solide le infrastrutture idriche ed energetiche nelle destinazioni turistiche più esposte a ondate di calore e incendi, un approccio che integra prevenzione infrastrutturale e sviluppo del mercato assicurativo.
Adesso
- Tra le soluzioni allo studio in diversi Paesi europei figura anche il ricorso ai catastrophe bond, strumenti che offrono rendimenti elevati agli investitori ma comportano la perdita totale o parziale del capitale se si verifica un evento predefinito come un uragano o un terremoto, un'opzione tampone per governi con capacità fiscale limitata;
- Il caso portoghese si aggiunge ad altri modelli nazionali di obbligo assicurativo già osservati in Europa nel corso dell'anno, dal sistema francese CCR al dibattito italiano sull'estensione dell'obbligo cat-nat alle abitazioni civili, confermando una tendenza continentale verso meccanismi pubblico-privati di condivisione del rischio climatico;
- Per il settore assicurativo, l'aggravarsi del legame tra rischio climatico e sostenibilità fiscale sovrana rappresenta un tema di crescente rilevanza anche per gli investimenti in titoli di Stato dei portafogli assicurativi, un rischio che si aggiunge al più ampio dibattito europeo sul meccanismo di risk-sharing cat-nat proposto da EIOPA ed ESM.
Fonte: https://www.insurancejournal.com/news/international/2026/08/19/882055.htm