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Sicurezza, competitività e conoscenza: il rischio di snaturare l’innovazione europea
Cosa è successo?
Nel dibattito europeo su ricerca e innovazione sta emergendo con forza un cambio di paradigma. La R&I non è più vista solo come motore di progresso scientifico e crescita di lungo periodo, ma sempre più come strumento di sicurezza economica, sovranità tecnologica e geopolitica. Questo si traduce in una proliferazione di nuovi atti e iniziative: dall’European Innovation Act al possibile ERA Act con valore giuridico vincolante, fino al dibattito su un European Competitiveness Fund orientato a tecnologie strategiche e capacità industriali critiche. Parallelamente, crescono le aspettative di impatto rapido, rilevanza politica e allineamento con priorità industriali e di difesa.
Perché è importante?
Questa evoluzione risponde a pressioni reali: competizione sistemica con Stati Uniti e Cina, vulnerabilità delle catene del valore, uso geopolitico delle tecnologie. Tuttavia, il rischio è strutturale. Eccessiva securitizzazione e strumentalizzazione della ricerca possono erodere i pilastri che rendono possibile l’innovazione di frontiera: apertura internazionale, autonomia accademica, fiducia nel sistema scientifico e prevedibilità dei finanziamenti. La storia dell’innovazione mostra che i breakthrough raramente nascono da programmi iper-diretti o da obiettivi di breve periodo. Se la ricerca viene troppo “ingegnerizzata” attorno a priorità politiche contingenti, l’Europa rischia di ottenere più controllo, ma meno creatività, meno attrattività per i talenti e minore capacità di generare innovazioni radicali.
E adesso?
Il 2026 sarà l’anno in cui queste tensioni dovranno essere governate, non eluse. La sfida per le istituzioni europee è trovare un equilibrio credibile: rafforzare la dimensione strategica della R&I senza compromettere eccellenza scientifica, apertura e cooperazione internazionale. Se le nuove regole e i nuovi strumenti riusciranno a sostenere sicurezza e competitività preservando le condizioni di base della ricerca, l’UE potrà uscire rafforzata. In caso contrario, il rischio è un sistema più chiuso e politicizzato, meno capace di produrre innovazione di lungo periodo proprio quando il contesto globale la rende più necessaria.