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Sei Paesi promossi dalla Banca Mondiale, due rischiano di perdere l'export senza dazi verso l'Ue

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Sei Paesi promossi dalla Banca Mondiale, due rischiano di perdere l'export senza dazi verso l'Ue

Cos’è successo

A luglio la Banca Mondiale ordina i Paesi in quattro caselle di reddito: bassa, medio-bassa, medio-alta, alta. Sembra un esercizio poco utile ma decide chi ottiene prestiti agevolati e chi entra senza dazi nel mercato europeo. Quest'anno sei Paesi salgono di casella e nessuno scende.

Salgono Giordania, Micronesia, Filippine, Sri Lanka e Vietnam, che passano da reddito medio-basso a medio-alto, e il Togo, che lascia la fascia più povera. Il confine è il reddito nazionale lordo per abitante: da 4.636 dollari in su si è medio-alti, contro i 4.496 dell'anno scorso. Il Vietnam ci arriva crescendo dell'8% nel 2025, le Filippine con il 5,8% medio in cinque anni. L'elenco copre 218 economie.

Perché conta

Per l'Italia non cambia nulla in via diretta: siamo in fascia alta e ci restiamo. Cambia il costo di quello che compriamo da quei Paesi. L'Unione europea concede dazi zero su migliaia di prodotti ai Paesi poveri, attraverso il regime chiamato SPG+, e la definizione di "povero" la prende da questa classifica. Regola: tre anni consecutivi in fascia medio-alta e la preferenza sparisce. Sri Lanka e Filippine sono tra i beneficiari principali e l'orologio è partito adesso. Chi importa tessile, calzature o conserve di tonno da lì oggi non paga dazio. Domani lo paga, o cambia fornitore.

  • Il Vietnam è l'eccezione: ha già un accordo di libero scambio con l'UE, quindi la promozione non tocca il suo accesso al mercato europeo, con un export che cresce oltre il 15% sia nel 2024 sia nel 2025 (dati Banca Mondiale);
  • Sì, ma: due promozioni su sei non c'entrano con la crescita. La Giordania ha rifatto i conti nazionali e ha scoperto un'economia più grande del 10%; il Togo, dopo il censimento, conta l'11,7% di abitanti in meno, cioè meno persone tra cui dividere lo stesso reddito;
  • L'asticella si alza da sola ogni anno, agganciata all'inflazione di cinque economie tra cui l'Area euro: sono anche i prezzi europei a stabilire quanto deve guadagnare un Paese per non essere più povero.

Adesso

  • 1° luglio 2027: prossimo aggiornamento e secondo anno del conto alla rovescia. Sri Lanka ha superato la soglia di pochissimo e la soglia sale ogni anno, quindi può ricadere indietro e rimettere l'orologio a zero. Le Filippine no: cinque anni di crescita al 5,8% sono un margine solido. Una ricaduta di Colombo sarebbe una buona notizia per gli importatori europei e una pessima per il Paese.
  • La classifica appena pubblicata vale fino a giugno 2027 anche per l'accesso ai prestiti agevolati. Il Togo inizia a uscirne mentre i bilanci europei per la cooperazione si stringono: al posto dei doni arrivano garanzie e credito all'esportazione, il terreno su cui l'Italia gioca con il Piano Mattei.
  • Le stime del 2025 saranno riviste e il metodo tiene conto dei tassi di cambio: un dollaro debole basta a promuovere un Paese senza che nulla sia cambiato davvero. Le economie classificate oggi sono 218 contro le 163 del 1987, e la mappa dei mercati emergenti si muove più per aritmetica che per sviluppo.

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