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Scudo per Kiev: 120mila droni dal Regno Unito e 4 mld per sistemi di difesa dalla Germania

Cosa è successo
Il Regno Unito fornirà all’Ucraina 120.000 droni di vari tipi, tra cui sistemi d’attacco a lungo raggio, ricognizione, logistici e marittimi. Si tratta della consegna più consistente mai effettuata da Londra in questo ambito e l’annuncio è arrivato mentre il ministro della Difesa britannico John Healey co-presiedeva il Ukraine Defence Contact Group a Berlino. Molti dei droni saranno prodotti da aziende del Regno Unito.
Contemporaneamente, Germania e Ucraina hanno firmato un memorandum che garantisce all’industria tedesca e al governo di Berlino accesso formale ai dati di combattimento reali di sistemi come il PzH 2000, l’RCH 155 e i lanciatori IRIS-T. In cambio, l’Ucraina avrà accesso al sistema di battaglia DELTA e ad altri strumenti digitali. L’accordo fa parte di un più ampio pacchetto di sostegno tedesco da circa 4 miliardi di euro, che include Patriot, ulteriori IRIS-T e droni a medio raggio.
Perché è importante
- Con queste mosse Londra e Berlino consolidano il loro ruolo di principali sostenitori di Kyiv. Per quanto riguarda l'accordo con il Regno Unito, il significato principale pare riguardare il lato della produzione. Finora i droni ucraini e la flessibilità dell'industria bellica di Kyiv sono stati ampiamente, e giustamente, celebrati. Se però il Regno Unito fornisce droni all'Ucraina, significa o che la base industriale e tecnologica del Paese non è sufficiente o che i Paesi europei hanno bisogno di avere dei ritorni domestici, in termini di produzione e occupazione, al sostegno che stanno fornendo.
- Relativamente all'accordo con la Germania, invece, si evidenzia come i dati giocano un ruolo sempre più dirimente. Berlino non trasforma solo l’esperienza ucraina in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per testare e migliorare i propri sistemi d’arma in condizioni di guerra reale ma prende atto della necessità di generare, processare e sfruttare i dati per capire le direttrici future.
E adesso?
- Queste iniziative, che si aggiungono al piano dell'Unione Europea di qualche giorno fa, evidenziano come la cooperazione militare tra Paesi europei e Ucraina avvenga sia in un formato multilaterale - Ue, Nato - che bilaterale. Nei formati bilaterali, sembrano essere maggiormente presenti logiche di mutua convenienza reciproca. Il Regno Unito fornisce droni, rafforzando così la industria domestica, che all'Ucraina servono perché non ha realisticamente accesso a tutte le tecnologie e capacità per produrli.
- La Germania fornisce supporto di cui Kyiv ha bisogno e in cambio ha accesso ai dati operativi dei sistemi d'arma utilizzati sul campo di battaglia. Realistico immaginare che queste logiche continueranno a verificarsi e che, in alcuni casi, possano anche portare a tensioni, o tra Paesi europei e Ucraina, o tra Paesi europei. Nell'ottica del mercato europeo della difesa, e più in generale del mercato degli armamenti internazionale, queste iniziative rafforzando alcune aziende a discapito di altre.