Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy News

Salari, produttività e politica industriale: l'interrogazione di Azione rivolta al ministro Urso

2 min di lettura
Salari, produttività e politica industriale: l'interrogazione di Azione rivolta al ministro Urso

Cos’è successo

Mercoledì 6 maggio, l'On Richetti (Az), insieme ad altri parlamentari, ha presentato un'interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, partendo da un dato Ocse: tra il 1990 e il 2020 l'Italia è l'unico Paese occidentale in cui i salari reali sono diminuiti (-2,9%), mentre la media Ocse è cresciuta di oltre il 32%. Gli interroganti hanno collegato questa stagnazione alla scarsa produttività del lavoro, al ridotto investimento in beni immateriali (software, ricerca e sviluppo) e alla frammentazione del tessuto produttivo, dove il 94,7% delle imprese conta meno di 10 addetti. La richiesta al governo è stata quella di adottare una politica industriale di lungo periodo, evitando interventi a pioggia mal congegnati come, secondo i firmatari, è stato il caso di "Transizione 5.0".

Nella replica, il Ministro Urso ha riconosciuto la natura strutturale dei dati citati, ma ha rivendicato un'inversione di tendenza nell'ultimo triennio: inflazione scesa dal 12,6% del 2022 all'1,6% del 2025, 1,2 milioni di occupati in più, 550.000 contratti precari in meno e un saldo positivo di quasi 57.000 imprese nel 2025. Ha inoltre difeso il Piano Transizione 5.0, parlando di oltre 10 miliardi di agevolazioni negli ultimi due anni e di ulteriori 9,8 miliardi programmati fino al 2028 per innovazione digitale e green. La replica della co-firmataria On. Pastorella (Az) è stata però critica: ha citato le stime del Fondo monetario internazionale sull'aumento dei costi energetici fino a 2.000 euro a famiglia e ha contestato l'esclusione dei software in cloud dall'iperammortamento, definendo "novecentesca" la visione economica del Governo.

Perché conta

Il dibattito tocca un nodo cruciale per il futuro economico del Paese: senza crescita della produttività non possono esserci salari più alti, e senza investimenti in innovazione non c'è crescita della produttività. I dati che emergono dal confronto sono eloquenti:

  • la produttività italiana è cresciuta in media dello 0,2% annuo tra il 1995 e il 2024, sei volte meno della media Ue;
  • Le grandi imprese sono oltre il 70% più produttive delle medie, ma il tessuto produttivo italiano è dominato da microimprese sotto i 10 addetti;
  • Secondo l'On. Pastorella (Az), oltre l'80% delle famiglie resta preoccupato per inflazione e costi energetici, nonostante i dati positivi rivendicati dal governo.

Adesso

  • È richiesto un cambio di paradigma: una politica industriale che superi la logica degli incentivi a pioggia e includa pienamente i servizi digitali, a partire dai software in cloud, tra gli strumenti incentivabili.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Economia & Mercati

I 480 mln messi sul tavolo dal governo per l’autotrasporto coprono 32 giorni di rincari del gasolio

Tecnologia & AI

Gli Usa escludono DeepSeek dalle agenzie federali, i suoi agenti sono 12 volte più inclini a seguire istruzioni malevole

Agrifood

L'Ue stanzia almeno 2 miliardi per pesca e acquacoltura nel 2028-2034 mentre il 70% del pesce resta importato