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Ritiro UE sulla competitività
Cosa è successo?
Il Parlamento europeo ha pubblicato una sintesi dell’esito del ritiro informale dei leader dell’UE del 12 febbraio 2026 dedicato alla competitività. L’incontro, privo di conclusioni formali, ha però evidenziato un consenso politico sulla necessità di rilanciare l’economia europea, indebolita da bassa produttività, costi energetici elevati, frammentazione del mercato unico e crescente competizione globale. I capi di Stato e di governo hanno individuato sette priorità condivise: semplificazione normativa; completamento del mercato unico verso un “One Market”; revisione delle regole sulle fusioni per favorire campioni europei; interventi di breve periodo sui prezzi dell’energia; introduzione di una preferenza europea mirata per settori strategici; politica commerciale più assertiva con attuazione rapida degli accordi; accelerazione dell’Unione del risparmio e degli investimenti.
Perché è importante?
Il ritiro segnala una convergenza crescente tra Stati membri sulla diagnosi delle debolezze strutturali dell’economia europea e sulla necessità di strumenti più incisivi di politica industriale e finanziaria. Le priorità individuate riflettono il tentativo di conciliare integrazione del mercato unico, autonomia strategica e capacità di competere con Stati Uniti e Cina, inserendosi nel dibattito più ampio sulla competitività e sull’attuazione delle raccomandazioni del rapporto Draghi.
E adesso?
Le indicazioni politiche del ritiro dovrebbero tradursi in impegni concreti al Consiglio europeo di marzo, sulla base di una roadmap della Commissione. Le prossime tappe riguarderanno la definizione di misure operative su energia, capital markets, politica industriale e commercio, con l’obiettivo di rafforzare innovazione, capacità produttiva e resilienza economica dell’Unione nel medio periodo.