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Riforma della Sanità territoriale: il confronto tra Boschi e il Ministro Schillaci alla Camera

Cos’è successo
Il 6 maggio, in Assemblea alla Camera, l'On. Boschi (IV) insieme ad altri deputati ha presentato un'interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute riguardo alla bozza di decreto-legge sulla sanità territoriale. Il provvedimento prevede l'introduzione di un "doppio canale" per i medici di base, ovvero la coesistenza tra convenzione riformata e un eventuale rapporto di dipendenza selettiva. Secondo l'interrogazione, la riforma sarebbe stata elaborata senza un reale confronto con le categorie professionali, suscitando le critiche di sindacati e ordini, preoccupati per la possibile compromissione del rapporto fiduciario medico-paziente e per la tenuta del sistema previdenziale.
Nella sua replica, il Ministro Schillaci ha respinto le accuse di unilateralità, sostenendo che il dialogo con le regioni è attivo dall'inizio della legislatura e che il confronto con le organizzazioni di categoria verrà garantito. Ha inoltre difeso l'impianto della riforma, presentandola come un'occasione per valorizzare il ruolo del medico di famiglia attraverso case di comunità, telemedicina e strumenti digitali, e ha rassicurato sul rispetto delle milestone del PNRR.
Perché conta
Il confronto tocca un nodo centrale del Servizio sanitario nazionale: come riorganizzare l'assistenza primaria in un Paese che invecchia e dove la domanda di salute è in continua trasformazione. I numeri rendono evidente l'urgenza della questione:
- nel 2024, secondo l'Istat, 5,8 milioni di italiani (il 9,9%) hanno rinunciato alle cure, contro i 4,5 milioni dell'anno precedente, soprattutto a causa delle lunghe liste d'attesa;
- I pronto soccorso risultano spesso congestionati da codici bianchi e verdi, segno che manca una rete territoriale efficace;
- La medicina generale ha perso attrattività tra i giovani professionisti, a causa di carichi burocratici e scarse prospettive di carriera.
Adesso
- Gli interroganti chiedono al Governo di rivedere la bozza di decreto-legge, aprendo un confronto strutturato e trasparente con le organizzazioni di categoria e definendo tempi e contenuti della riforma.