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Ricerca & innovazione: foundation models oltre il linguaggio
Cosa è successo?
Dalla conversazione con Elad Gil da McKinsey emerge un punto di svolta: l’AI sta uscendo dalla fase dominata quasi esclusivamente dai modelli linguistici generalisti. Dopo anni di focus su LLM e applicazioni testuali, il baricentro dell’innovazione si sta spostando verso foundation models specializzati in domini scientifici e industriali – fisica, biologia, chimica, materiali, simulazione. Parallelamente, alcune applicazioni a lungo promesse, come il self-driving e l’uso dell’AI nella scoperta di nuovi materiali e processi, stanno finalmente funzionando in contesti reali e non solo sperimentali.
Perché è importante?
Questo passaggio segna un cambio di paradigma: l’AI non è più solo uno strumento di produttività cognitiva o di interazione uomo-macchina, ma diventa un motore diretto di ricerca e innovazione “hard”. Nei modelli per la scienza e l’ingegneria, il valore non sta nel riassumere o generare contenuti, ma nell’accelerare cicli di scoperta, ridurre drasticamente i costi di sperimentazione e ampliare lo spazio delle soluzioni esplorabili. È qui che si gioca il vantaggio competitivo di lungo periodo: industrie come energia, manifattura avanzata, biotech e materiali possono ottenere salti di produttività e leadership tecnologica difficilmente replicabili con semplici applicazioni LLM.
E adesso?
Nei prossimi anni la competizione sull’AI si sposterà sempre più dalla “gara dei chatbot” alla capacità di costruire modelli verticali profondamente integrati con dati scientifici, infrastrutture di calcolo e competenze di dominio. Per governi, università e imprese innovative questo implica scelte strategiche su investimenti in ricerca applicata, accesso a compute e talenti interdisciplinari. Chi riuscirà a posizionarsi su questi foundation models non linguistici potrà definire nuovi standard tecnologici e industriali per il prossimo decennio, mentre chi resterà ancorato solo all’AI testuale rischia di trovarsi su una traiettoria di innovazione più incrementale che trasformativa.