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Quasi il 50% del carburante italiano si raffina in Sicilia e Sardegna, ma loro lo pagano di più

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Quasi il 50% del carburante italiano si raffina in Sicilia e Sardegna, ma loro lo pagano di più

Cosa è successo

I senatori Nicita e Meloni (PD) hanno presentato un emendamento al decreto carburanti, attualmente in discussione al Senato, per dimezzare le accise sui carburanti in Sicilia e Sardegna. La riduzione si cumulerebbe con il taglio temporaneo già predisposto dal Governo e si fonderebbe sul principio costituzionale di insularità sancito dall'articolo 119 della Costituzione.

Secondo le stime dei proponenti, la misura comporterebbe una riduzione del 13-15% sul prezzo della benzina, di circa il 13% sul gasolio e di circa il 7% sul Gpl. L'emendamento prevede inoltre l'obbligo per le raffinerie insulari di riservare quote di prodotto ad aeroporti e porti locali, e l'attivazione di obblighi di servizio pubblico (Osp) per i voli aerei in Sicilia sulle tratte per Roma e Milano. La copertura finanziaria verrebbe garantita da un contributo straordinario sulle maggiori entrate delle imprese fornitrici di energia.

Perché è importante

Sicilia e Sardegna ospitano circa il 50% della capacità nazionale di raffinazione, eppure i loro abitanti pagano i carburanti a prezzi più elevati rispetto al resto del Paese.

E adesso?

Il destino dell'emendamento dipenderà dall'esito delle votazioni in Senato e dalla disponibilità della maggioranza ad accogliere o trattare la proposta.

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