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Prezzi dei fertilizzanti +70%: l'Ue apre corridoi su ammoniaca verde con Africa, Medio Oriente e Ucraina

Cos’è successo
Il 19 maggio la Commissione europea ha adottato il Fertiliser Action Plan per affrontare la crisi dei prezzi e ridurre la dipendenza strutturale dalle importazioni. Nel solo aprile 2026, i prezzi dei fertilizzanti azotati nell'Ue sono aumentati del 40% rispetto a dicembre 2025, attestandosi al 70% sopra la media del 2024. Il piano si articola su tre assi: disponibilità a breve termine, autonomia strategica nel medio periodo, trasparenza della filiera.
Tra le misure immediate: mobilitazione della riserva agricola PAC, quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, e possibile attivazione dell'IMERA, il meccanismo europeo di emergenza del mercato interno, per designare i fertilizzanti come beni critici.
Perché conta
La crisi in Medio Oriente ha colpito una regione che rappresenta il 20-30% delle esportazioni globali di fertilizzanti. Ma il piano non è solo una risposta a Hormuz.
- Il gas naturale rappresenta il 70-80% dei costi di produzione dei fertilizzanti azotati. Dal 2023 impianti corrispondenti al 9% della capacità europea di ammoniaca hanno chiuso permanentemente. I fertilizzanti pesano il 7% sui costi di input agricoli europei e il 24% per gli agricoltori cerealicoli. La Commissione propone di usare i proventi dell'ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂, per sostenere la decarbonizzazione del settore, con revisione legislativa entro luglio 2026;
- La risposta punta su ammoniaca verde e fertilizzanti biobased da digestato, biomassa, acque reflue. La Commissione estenderà la direttiva RENURE, che consente di sostituire fertilizzanti minerali con azoto recuperato dal letame, anche ai digestati liquidi. Il Biotech Act II introdurrà obblighi minimi di contenuto biobased, creando un mercato che oggi non esiste;
- Il piano propone corridoi per ammoniaca e fertilizzanti biobased con Paesi partner in Africa, Medio Oriente e Ucraina tramite il Global Gateway. Per l'Italia, con Egitto e Algeria come primo e secondo fornitore di urea, si apre uno spazio di protagonismo mediterraneo concreto.
Adesso
- La revisione ETS di luglio 2026 è il nodo più urgente: dovrà sostenere la decarbonizzazione senza aggravare i costi in fase di crisi. Il CBAM è già in vigore con markup all'1% per i fertilizzanti, destinato a salire con revisione entro dicembre 2027;
- Se attivato in emergenza, l'IMERA consentirebbe acquisti pubblici per conto degli Stati membri e accelerazione delle approvazioni produttive, uno strumento mai usato per i fertilizzanti, la cui attivazione segnerebbe una svolta nella governance degli input agricoli europei;
- Per l'Italia il piano è un'opportunità se si arriva preparati. Digestato, biometano, agrivoltaico e relazioni con il Nord Africa sono tutti elementi esplicitamente valorizzati. Manca una strategia industriale nazionale che li colleghi.