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Poche imprese possono cambiare il destino dell’Europa: la crescita è una questione di “standout firms”

2 min di lettura

Cosa è successo?

Il report Transforming Europe: Bold moves to lift a continent di McKinsey & Company mostra che la crescita europea non dipende dalla media del sistema produttivo, ma da una ristretta élite di imprese ad altissima performance. Secondo il McKinsey Global Institute, meno dell’1% delle aziende (le cosiddette standout firms) genera tra il 45% e l’80% della crescita della produttività nazionale. Il caso tedesco è emblematico: tra il 2011 e il 2019, appena 13 imprese hanno contribuito al 65% della crescita positiva di produttività. Tuttavia, l’Europa oggi dispone di un numero insufficiente di scale-up capaci di realizzare le cinque “mosse audaci” identificate dal report: scalare rapidamente, riallocare i portafogli, guidare l’innovazione, sfruttare effetti di rete e trasformare profondamente le operazioni.

Perché è importante?

Questa evidenza ribalta una narrativa diffusa: il problema europeo non è tanto la debolezza media delle imprese, quanto la scarsità di campioni capaci di crescere in scala globale. La crescita è quindi firm-concentrated, non system-average. In questo contesto, politiche orizzontali che migliorano marginalmente tutte le aziende rischiano di avere un impatto limitato. Al contrario, favorire la nascita e l’espansione di un numero relativamente piccolo di imprese altamente ambiziose potrebbe spostare in modo significativo l’intera traiettoria macroeconomica europea. Il report stima che, se l’Europa raggiungesse livelli di investimento e intensità di R&S comparabili a quelli statunitensi, il tasso di crescita potrebbe raddoppiare, con un effetto diretto e rilevante sulla ricchezza delle famiglie.

E adesso?

La priorità strategica diventa creare le condizioni perché emergano e si moltiplichino queste standout firms: accesso a capitali di scala, mercati dei capitali integrati, regole che facilitino fusioni, acquisizioni e crescita transfrontaliera, e un ecosistema che premi il rischio e l’ambizione. Secondo McKinsey, basterebbero alcune centinaia di nuove imprese ad alta crescita per colmare gran parte del divario con gli Stati Uniti. Senza una strategia mirata su questi campioni, l’Europa rischia di rimanere intrappolata in una crescita modesta, anche in presenza di riforme sistemiche e risorse finanziarie abbondanti.

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