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Piovan (Confagricoltura) sulle nuove tecniche genomiche: "Sono l'ultimo grido dell'innovazione genetica"

Cos’è successo
Il Parlamento europeo ha approvato oggi il regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche. A differenza dei vecchi OGM, che inserivano materiale genetico esterno nelle piante, le NGT intervengono sul patrimonio genetico già esistente, in modo mirato e preciso. Il regolamento introduce una distinzione fondamentale: le piante NGT-1, con modifiche minime assimilabili a quelle naturali, vengono equiparate alle varietà convenzionali e non richiedono etichettatura per il consumatore finale; le piante NGT-2, con modifiche più complesse, restano invece soggette alle norme OGM tradizionali, con tutti i controlli del caso.
Il voto arriva dopo un lungo iter: l'accordo politico era stato raggiunto a dicembre 2025, ratificato dal Consiglio europeo ad aprile 2026. Il Parlamento ha approvato il testo senza emendamenti, confermando il compromesso. La legge entrerà in vigore nel 2028.
Perché conta
A margine del voto, FutureProofSociety ha intervistato Deborah Piovan, Presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Proteoleaginose di Confagricoltura. “Queste tecniche sono l'ultimo grido dell'innovazione genetica”, spiega. “Ci permettono di lavorare sulla pianta in modo molto preciso: individuare il gene che, una volta modificato, la rende resistente a un fungo o più tollerante alla siccità”. Tre ragioni per cui il regolamento conta:
Clima e resilienza. Le varietà oggi coltivate sono state selezionate quando le temperature erano più basse. “I cambiamenti climatici ci sfidano ogni giorno, lo sentiamo sulla pelle nelle nostre aziende”. Le NGT permettono di sviluppare piante adatte ai nuovi scenari climatici, riducendo al contempo l'uso di pesticidi: in viticoltura, ad esempio, quasi il 50% dei fungicidi europei viene impiegato nei soli vigneti.
Sovranità alimentare. L'Italia è in deficit per molti prodotti strategici, dalla soia al grano duro. Piante più produttive e resilienti possono contribuire a ridurre la dipendenza dall'estero in un contesto geopolitico sempre più instabile, dove le catene di approvvigionamento globali si dimostrano fragili.
Competitività europea. Il regolamento colma un ritardo strutturale: altri grandi produttori agricoli mondiali – Stati Uniti, Brasile, Argentina – utilizzano già queste tecnologie. L'Europa stava perdendo terreno. Confagricoltura definisce il voto di oggi “un traguardo rispetto a una battaglia che l'Italia e le sue istituzioni hanno avuto un ruolo decisivo nel portare avanti”.
Adesso
- Brevetti da monitorare, un tema molto discusso. Il testo prevede un registro pubblico dei brevetti NGT e un meccanismo volontario di licenze eque. Una commissione di esperti valuterà l'impatto nei prossimi due anni. “Dobbiamo lavorare insieme per vedere come questa riforma si applica concretamente sul campo”, ammette Piovan. Quattro multinazionali controllano già il 60% del mercato mondiale delle sementi utilizzate dagli agricoltori;
- Ricerca già in campo. L'Italia è tra i Paesi più avanzati in Europa nella sperimentazione NGT. Progetti già avviati all'Università di Milano sul riso, a Verona sulla vite, su pomodoro e grano duro. Le prime varietà potrebbero arrivare nei campi subito dopo il 2028;
- La partita è anche culturale. “Se la politica avrà il consenso della società, potrà promuovere la ricerca e aiutare il sistema agricolo ad adottare queste varietà rapidamente”, conclude Piovan. L'accettazione da parte dei consumatori sarà decisiva quanto la scienza: senza comunicazione chiara e trasparente, il rischio è che il dibattito pubblico rimanga ostaggio delle stesse diffidenze che per trent'anni hanno bloccato gli OGM in Europa.