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Per la prima volta dal 2023 la Russia perde più terreno di quanto ne conquista: 116 km² tornati sotto controllo ucraino

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Per la prima volta dal 2023 la Russia perde più terreno di quanto ne conquista: 116 km² tornati sotto controllo ucraino

Cos’è successo

Per la prima volta dal ottobre 2023, la Russia ha perso più territorio di quanto ne ha conquistato in Ucraina. Le avanzate ucraine più significative si sono registrate a nord di Kharkiv (liberazione di Odradne), nella fascia di Hulyaipole-Zaporizhzhia e nei sobborghi di Kostyantynivka, dove le forze di Kyiv hanno respinto infiltrazioni russe e riconquistato posizioni chiave.

L’offensiva primaverile russa, attesa come decisiva, si è di fatto arenata: i guadagni mensili di Mosca sono scesi a poche decine di km², contro i 200-300 del 2024-2025. Questo dato va visto non solo in sé ma anche relativamente alle dichiarazioni sempre meno veritiere della leadership militare russa per quanto riguarda la situazione sul campo di battaglia -- che oramai rasentano, secondo gli analisti, l'assurdo, per quanto sono tendenziose e fallaci.

Perché conta

Questo è un ulteriore segnale concreto di inversione di tendenza dopo oltre due anni e mezzo di avanzate lente ma costanti di Mosca. Anche se le cifre restano minuscole rispetto alla vastità del paese (0,04% del territorio ucraino), il dato psicologico e operativo è enorme: mostra che l’esercito russo non è più in grado di imporre il ritmo della guerra e che le tattiche ucraine di attrito stanno funzionando. Solo qualche settimana fa, infatti, era emerso come le perdite subite dalla Russia in Ucraina fossero, per la prima volta, superiori alle nuove truppe inviate sul campo di battaglia. A ciò si aggiunge poi la crescente discrasia tra la situazione sul campo e i proclami della leadership militare russa.
Il contesto più ampio vede l’Ucraina sfruttare con efficacia droni FPV, attacchi a lunga gittata su raffinerie e logistica russa (Ryazan, Dagestan, Krasnodar) e un migliore coordinamento tra artiglieria e fanteria. La Russia continua a subire perdite enormi (circa 35.000 soldati al mese tra morti e feriti) e deve gestire un’economia di guerra sotto stress, mentre Kyiv ha dimostrato una capacità di rigenerazione superiore al previsto nonostante la stanchezza del fronte.

  • Maggiore morale per le truppe e la società ucraina, possibile aumento degli aiuti occidentali e pressione interna su Putin, che rischia di dover ammettere un fallimento della “operazione speciale”;
  • Le perdite territoriali, pur modeste, colpiscono la narrativa russa di “progresso costante” e mettono in discussione l’efficacia del modello di guerra di attrito che Mosca ha adottato dal 2024. Le affermazioni tendenziose della leadership militare russa evidenziano inoltre le crescenti difficoltà interne alla società o agli apparati militari ad accettare la situazione sul campo -- situazione che suggerisce solo come altri problemi possano emergere per via della sistematica alterazione dei dati e dei fatti.

Adesso

  • Kyiv potrebbe sfruttare il momento per lanciare controffensive locali più ampie in direzione Pokrovsk-Kostyantynivka o nella piana di Zaporizhzhia, cercando di trasformare i piccoli guadagni in un effetto domino logistico;
  • La Russia dovrà decidere se raddoppiare gli sforzi con nuove ondate di mobilitazione o accettare una pausa operativa, rischiando però di perdere ulteriore terreno e slancio interno;
  • Sul piano diplomatico, il dato rafforza la posizione ucraina nei futuri negoziati: dimostra che la guerra non è già decisa e che qualsiasi accordo dovrà tener conto di un campo di battaglia ancora fluido.

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