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Per 1.329 risk manager l'AI sarà il rischio numero uno nei prossimi 2-5 anni, ma nei contratti assicurativi quasi non compare

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Per 1.329 risk manager l'AI sarà il rischio numero uno nei prossimi 2-5 anni, ma nei contratti assicurativi quasi non compare

Cos’è successo

Al FERMA Forum di Rotterdam, la conferenza biennale della federazione europea dei risk manager (24 associazioni nazionali in 23 paesi, oltre 3.000 partecipanti), l'intelligenza artificiale è diventata il tema centrale del confronto tra imprese e assicuratori. Il Global Risk Manager Survey 2026, realizzato da FERMA con PwC su 1.329 professionisti di 79 paesi (+28% rispetto al 2024), colloca l'AI al primo posto tra le preoccupazioni a due-cinque anni, davanti a regolazione e incertezza geopolitica che guidavano la classifica del 2024. Nel breve periodo resta in testa l'incertezza geopolitica, seguita da attacchi informatici e crescita economica incerta.

Il presidente FERMA Philippe Cotelle ha parlato di "paradosso dell'AI": la tecnologia è ormai incorporata nei processi operativi delle aziende, mentre il termine resta "quasi inesistente" nei testi di polizza. "Questa mancanza di chiarezza sull'AI nei contratti assicurativi è insostenibile per le imprese", ha dichiarato.

Perché conta

  • Il mercato si muove in direzioni opposte: alcuni grandi assicuratori hanno introdotto esclusioni esplicite per l'AI nelle polizze di responsabilità civile, D&O ed E&O, altri non dicono nulla, e negli Stati Uniti, secondo il CSIS, i regolatori statali hanno già approvato oltre l'80% delle richieste di esclusione. Il risultato è che le imprese non sanno se un danno causato da un sistema AI sarà coperto;
  • Nick Studer, CEO di Marsh Risk, ha dichiarato che il broker non sosterrà esclusioni AI ampie o assolute, che toglierebbero ai clienti protezioni essenziali, spostando il confronto dalla domanda "se" assicurare l'AI alla domanda "come" scrivere le coperture;
  • Il problema si somma a un disallineamento di tempi: Cotelle chiede di superare il ciclo annuale di rinnovo e di avere visibilità su tre anni su come gli assicuratori tratteranno il rischio AI, per dare alle imprese il tempo di adeguarsi.

Adesso

  • Cotelle ha proposto che FERMA guidi un dialogo con tutti gli attori coinvolti sul rischio AI, nel breve e nel lungo periodo;
  • Il 6 ottobre CFC ha aggiornato la polizza cyber Proactive Response aggiungendo una copertura affermativa per i rischi legati all'AI, cioè dichiarando per iscritto cosa è coperto, un modello che altri assicuratori potrebbero seguire in alternativa alle esclusioni;
  • Ai risk manager Cotelle consiglia di mappare dove e come l'AI è usata in azienda e di costruire un portafoglio delle esposizioni, per presentarsi al confronto con gli assicuratori in una posizione più forte.

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