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Pechino sanziona 7 aziende americane in risposta al bando Usa su 43 imprese cinesi per lavoro forzato

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Pechino sanziona 7 aziende americane in risposta al bando Usa su 43 imprese cinesi per lavoro forzato

Cos’è successo

Pechino ha annunciato una raffica di misure contro gli Stati Uniti e alcune loro aziende, definendole una rappresaglia contro le recenti mosse di Washington nei confronti di imprese cinesi. Il ministero del Commercio cinese ha sanzionato più entità statunitensi, tra cui un'azienda biotech e una società di analisi delle risorse, e ha inasprito i controlli sulle esportazioni di drone e relativi componenti verso gli Usa.

Sei delle aziende colpite sono finite nella cosiddetta lista delle contromisure in risposta al divieto Usa, imposto la settimana scorsa, sulle importazioni da 43 aziende cinesi accusate di abusi contro gli uiguri - minoranza turcofona dello Xingjiang cinese, e altre minoranze. Una settima è legata al divieto della Federal Communications Commission sull'importazione di nuovi robot umanoidi e quadrupedi, in gran parte prodotti in Cina, e di convertitori di potenza. Le sanzioni arrivano poche settimane prima di un vertice atteso tra Xi Jinping e Trump negli Stati Uniti.

Perché conta

  • La rappresaglia è costruita in modo speculare alle misure Usa: 6 aziende colpite per il bando sulle 43 imprese cinesi legate al lavoro forzato, una settima per il divieto Fcc su robot e convertitori di potenza, in un meccanismo di ritorsione punto su punto;
  • Pechino ha aggiunto anche un'inchiesta sulla sicurezza nazionale relativa alle apparecchiature d'ufficio importate con software straniero, la sospensione della cooperazione su alcune ispezioni di tracciabilità delle fabbriche, e un ulteriore giro di vite sull'export di drone, settore in cui la Cina resta il primo produttore mondiale;
  • Il tempismo pesa quanto le misure stesse: l'escalation arriva a poche settimane da un vertice Xi-Trump già in preparazione, con funzionari economici dei due Paesi che la settimana scorsa si sono parlati in videoconferenza nonostante gli appelli reciproci a una "stabilità strategica costruttiva".

Adesso

  • Se Washington non revoca le misure contestate, Pechino ha già avvertito che risponderà con nuove contromisure, con il rischio di una spirale proprio alla vigilia del vertice tra Xi e Trump;
  • Se invece l'incontro tra i due leader dovesse procedere come previsto, potrebbe fungere da valvola di sfogo, sulla scia della visita preparatoria di un viceministro degli Esteri cinese a Washington a luglio;
  • Restano comunque aperti altri fronti paralleli, dalle sanzioni Usa contro le compagnie di navigazione cinesi legate al petrolio iraniano, all'inserimento di due università civili cinesi nella lista nera del Pentagono, ai dazi del 10-12,5% imposti a decine di Paesi per l'uso di lavoro forzato nelle catene di fornitura, segno che la rivalità tecnologica e commerciale si allarga più di quanto il vertice possa da solo contenere.

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