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Oro sopra i $4.000: la nuova assicurazione del sistema globale
Cosa è successo?
Secondo l’analisi J.P. Morgan Global Research A new high? Gold price predictions (dicembre 2025), il prezzo dell’oro ha registrato un +55% nel 2025, superando i $4.000/oncia. Le previsioni indicano un ulteriore rafforzamento: $5.055/oz entro Q4 2026, 5.400 $/oz a fine 2027, con $6.000/oz possibile nel lungo periodo. La domanda è strutturale: banche centrali e investitori hanno acquistato 980 tonnellate nel Q3 2025 (+50% vs media storica), con acquisti delle banche centrali attesi a 755 tonnellate nel 2026 (ben sopra le 400–500 t pre-2022). L’oro pesa ora 20% delle riserve ufficiali globali (da 15% nel 2023) e le detenzioni degli investitori sono salite al 2,8% dell’AUM, con spazio verso 4–5%.
Perché è importante?
Il rally dell’oro non è ciclico né guidato solo da inflazione o tassi: segnala una riallocazione strutturale contro frammentazione geopolitica, rischio di svalutazione valutaria e minor fiducia nell’ordine monetario dollar-centrico. L’oro torna a essere hedge macro di sistema, un indicatore di rischio sistemico e di riassetto delle riserve e dei portafogli sovrani e privati.
E adesso?
Se la domanda resta persistente, il mercato entra in un nuovo regime di prezzo “neutrale” più alto. Per policy maker e investitori ciò implica: (i) gestione delle riserve meno concentrata sulle valute tradizionali; (ii) portafogli più orientati a coperture reali; (iii) un segnale continuo di stress geopolitico e monetario che può influenzare flussi di capitale, politiche fiscali e scelte di investimento di lungo periodo.