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Oltre il 40% delle specie del suolo a rischio, ma sostiene il 95% del cibo globale
Oltre il 40% delle specie del suolo a rischio, ma sostiene il 95% del cibo globale

Cosa è successo?
Un nuovo report guidato da Conservation International e IUCN evidenzia che oltre il 40% delle specie legate al suolo è a rischio di estinzione o classificato come Data Deficient. In particolare, il 20% delle specie analizzate è formalmente a rischio, mentre un ulteriore 20% non dispone di dati sufficienti per una valutazione. Il dato è rilevante perché il suolo ospita circa il 59% della biodiversità globale e sostiene il 95% della produzione alimentare mondiale, oltre a rappresentare un potenziale serbatoio di carbonio fino al 27% del necessario per contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C. Nonostante questo ruolo centrale, la biodiversità del suolo rimane largamente sottostimata e sottorappresentata nei principali strumenti di monitoraggio globale.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, la degradazione della biodiversità del suolo introduce un rischio sistemico ancora poco modellato. La perdita di specie chiave compromette funzioni essenziali come fertilità, ritenzione idrica e ciclo dei nutrienti, aumentando la volatilità della produzione agricola e il rischio di interruzioni lungo le filiere alimentari globali. Questo si traduce in esposizioni crescenti nei rami agri-insurance, business interruption e credito commerciale, oltre a rafforzare la correlazione tra rischio climatico e rischio biologico. Parallelamente, il forte gap informativo, con una quota significativa di specie non classificate, genera un rischio di mispricing strutturale nei portafogli ESG e climate-linked, limitando la capacità degli assicuratori di prezzare correttamente il rischio e sviluppare prodotti legati al natural capital.
E adesso?
Il report spinge verso un rafforzamento del monitoraggio e della governance della biodiversità del suolo, con proposte come la creazione di un gruppo dedicato all’interno della IUCN e un maggiore coordinamento tra istituzioni, governi e settore privato. Per gli assicuratori, questo implica una necessaria evoluzione dei modelli di rischio: integrazione di metriche biologiche nei framework climatici, sviluppo di strumenti parametrici legati alla salute del suolo e maggiore attenzione alle esposizioni indirette nelle supply chain agroalimentari. In prospettiva, la biodiversità del suolo si configura come una nuova frontiera del rischio assicurativo, destinata a entrare stabilmente nei modelli di underwriting e nelle strategie ESG del settore.