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Oltre 240 euro all'anno in più per i redditi tra i 28 e i 50 mila euro: il Pd chiede di adeguare l'Irpef all'inflazione, il governo dice no

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Oltre 240 euro all'anno in più per i redditi tra i 28 e i 50 mila euro: il Pd chiede di adeguare l'Irpef all'inflazione, il governo dice no

Cos’è successo

Durante il question time alla Camera del 13 maggio 2026, l'On. Lai (PD) ha illustrato un'interrogazione a prima firma dell'On. Guerra (PD) rivolta al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il tema è il drenaggio fiscale, ossia l'aumento implicito della pressione tributaria che colpisce i contribuenti Irpef quando l'inflazione fa crescere i redditi nominali in assenza di un adeguamento automatico di scaglioni e detrazioni. Con un'inflazione passata dall'1,1% del 2024 all'1,6% del 2025 e attesa al 2,9% nel 2026, il PD ha chiesto se il governo intenda introdurre un meccanismo di indicizzazione dei parametri Irpef per evitare che lavoratori dipendenti e pensionati subiscano un prelievo aggiuntivo silenzioso, stimato in oltre 240 euro annui per i redditi medi.

Nella risposta Giorgetti ha rivendicato gli interventi sul cuneo fiscale stabilizzati a regime per 21 miliardi l'anno e ha citato dati Istat secondo cui le riforme fiscali avrebbero più che compensato il fiscal drag accumulato, con un beneficio medio di 40 euro per contribuente. Il ministro non ha però annunciato alcuna iniziativa di indicizzazione strutturale, limitandosi a promettere "attenzione" futura nel rispetto dei saldi di bilancio. Nella replica Guerra ha giudicato la risposta elusiva, osservando che pensionati e famiglie senza figli sono rimasti esclusi dai benefici e che il governo non ha intenzione di prevenire alla radice il problema.

Perché conta

  • Secondo le stime citate nell'interrogazione, la mancata indicizzazione avrebbe prodotto tra il 2019 e il 2025 oltre 25 miliardi annui di gettito aggiuntivo, cifra che in larga parte avrebbe compensato gli effetti delle riduzioni del cuneo fiscale.

Adesso

  • Il governo ha confermato di non voler introdurre un meccanismo automatico di indicizzazione, preferendo interventi discrezionali da valutare di volta in volta in legge di bilancio, in coerenza con i vincoli di finanza pubblica.

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