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Nuove norme UE per rafforzare la competitività delle piccole imprese mid-cap
Cosa è successo?
Tre commissioni del Parlamento europeo hanno approvato proposte legislative che introducono la definizione di piccole mid-cap (SMC) e ne estendono alcune agevolazioni finora riservate alle PMI. L’obiettivo è evitare gli “effetti a scogliera”, ossia l’aumento improvviso degli obblighi regolatori quando un’impresa supera la soglia dimensionale delle PMI. Gli eurodeputati propongono di classificare come SMC le aziende con meno di 1.000 dipendenti e fatturato fino a 200 milioni di euro (oppure bilancio fino a 172 milioni), ampliando i parametri inizialmente proposti dalla Commissione.
Perché è importante?
Le nuove regole mirano a sostenere la crescita delle imprese in fase di espansione, riducendo oneri amministrativi e migliorando l’accesso ai finanziamenti. In particolare, l’estensione di alcune esenzioni del GDPR alle SMC per trattamenti di dati a basso rischio ridurrebbe i costi di compliance, mentre l’inclusione della categoria nella normativa MiFID faciliterebbe l’accesso agli SME Growth Markets e a regole semplificate sui prospetti, rafforzando la capacità di raccolta di capitali. L’iniziativa risponde alle raccomandazioni dei rapporti Draghi e Letta e rientra nel quarto pacchetto Omnibus di semplificazione della Commissione.
E adesso?
Con il voto delle commissioni ECON e LIBE e il mandato negoziale già approvato, il dossier passerà alla plenaria di marzo; una volta confermato, potranno avviarsi i negoziati interistituzionali con il Consiglio. Se adottate, le misure potrebbero contribuire a colmare il gap di crescita tra PMI e grandi imprese europee, sostenendo la competitività del tessuto industriale e l’integrazione delle mid-cap nei mercati dei capitali dell’UE.