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Nordio alla Camera: i dati negli smartphone richiedono la stessa tutela delle intercettazioni

Cosa è successo
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Forza Italia sulle iniziative relative all'esercizio della delega in materia di trattamento e acquisizione di dati personali, prevista dall'articolo 5 della legge di delegazione europea 2025.
Nordio ha inquadrato la questione in termini più ampi rispetto a quanto sollevato dall'interrogazione: gli smartphone non contengono soltanto conversazioni, ma custodiscono informazioni che riguardano l'intera vita delle persone, cartelle cliniche, dichiarazioni dei redditi, e non solo del proprietario del dispositivo, ma anche di terzi.
Perché è importante
Il ministro ha messo in luce una contraddizione normativa che giudica intollerabile: mentre per le intercettazioni telefoniche è necessaria l'autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, per ottenere il sequestro di uno smartphone è sufficiente un provvedimento del pubblico ministero. Una disparità che, secondo Nordio, si pone in conflitto con l'articolo 15 della Costituzione, che tutela la segretezza e la libertà delle comunicazioni, e che non può essere sanata senza l'intervento di un organo giurisdizionale.
E adesso?
La materia è attualmente all'esame del Parlamento. Il ministero della Giustizia segue con attenzione l'evoluzione del dibattito e ha indicato come proprio indirizzo quello di rafforzare al massimo il ruolo del giudice ogni volta che si tratti di accedere a dati sensibili contenuti nei dispositivi digitali.