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Nonostante la tregua tra Usa e Iran almeno 5 nodi strategici restano irrisolti

Cos’è successo
La tregua annunciata tra Stati Uniti e Iran promette di fermare le ostilità dopo quasi tre mesi di guerra, ma sotto la superficie cambia meno di quanto possa sembrare. Al netto delle dichiarazioni e delle immagini della diplomazia ritrovata, molte delle questioni che avevano caratterizzato il primo mandato di Donald Trump restano sostanzialmente irrisolte.
Dal dossier nucleare alla sopravvivenza del regime iraniano, passando per lo Stretto di Hormuz e gli equilibri regionali, il conflitto sembra aver modificato gli strumenti del confronto più che i suoi nodi fondamentali. Una situazione che ricorda quei lavori di ristrutturazione in cui, dopo settimane di polvere e martelli pneumatici, l’ambiente appare sorprendentemente uguale a prima.
Perché conta
In particolare, cinque elementi raccontano la continuità più della discontinuità:
- Sul nucleare si registra un impegno di massima da parte di Teheran, ma restano senza risposta interrogativi cruciali sul destino delle scorte di uranio arricchito e sui termini di eventuali controlli o limitazioni;
- Il regime iraniano è ancora in piedi: dopo quasi tre mesi di guerra la guida della Repubblica islamica è passata simbolicamente da un “Khamenei 1” a un “Khamenei 2”, ma l'architettura del potere non è stata scalfita;
- Lo Stretto di Hormuz era aperto prima del conflitto e resta aperto oggi, anche se l'Iran ha dimostrato di poter minacciare il traffico energetico globale e di utilizzare questa leva come strumento di pressione;
- La rete delle milizie alleate di Teheran nella regione – formata da Hamas, Houthi e Hezbollah tra gli altri – continua a esistere, pur risultando più debole rispetto al passato e meno centrale nelle trattative diplomatiche;
- I rapporti tra Washington e le monarchie arabe del Golfo, molto solidi durante il primo mandato Trump e ripartiti con buone prospettive anche nel secondo, sono stati messi sotto forte stress dalla guerra.
Adesso
Sul piano regionale, l'Iran esce indebolito militarmente ma conserva strumenti di influenza che gli consentono di restare un attore imprescindibile negli equilibri mediorientali;
- A livello internazionale, la tregua riduce il rischio immediato di escalation e offre sollievo ai mercati energetici, senza però eliminare le incertezze strategiche che continuano a pesare sulla sicurezza globale;
- Per l'Ue si riapre uno spazio diplomatico che potrebbe favorire il rilancio del dialogo sul nucleare e sulla stabilità regionale, anche se Bruxelles dovrà muoversi in un contesto ancora fragile e caratterizzato da profonde diffidenze reciproche.