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Nel 2026 la crescita italiana rallenterà allo 0.5% mentre il Pil dell'Ue salirà dell'1.1%

Cos’è successo
La Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita nel suo documento di analisi di primavera, a causa dello shock energetico globale innescato dal conflitto in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, eventi che hanno riacceso l'inflazione rallentando l'intera Ue. In questo contesto, l'Italia sconta le prospettive peggiori: secondo Bruxelles, il Pil italiano si fermerà allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, rendendo il Paese il fanalino di coda dell'Unione per espansione economica. Il debito pubblico salirà fino al 139,2% nel 2027, superando la Grecia e segnando il livello più alto dell'Ue.
Resta invece positivo il quadro del deficit, stimato al 2,9%, elemento che potrebbe favorire la chiusura della procedura per deficit eccessivo dopo l'estate sulla base dei dati Istat. Nonostante l'impatto dei dazi e la fine del Pnrr, il ministro Giancarlo Giorgetti difende la solidità dei fondamentali nazionali, mentre Bruxelles predica prudenza fiscale e risponderà ufficialmente alla lettera di Giorgia Meloni la prossima settimana.
Perché conta
La rimodulazione delle stime evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per salvaguardare la stabilità finanziaria comunitaria e nazionale.
- L'impatto della crisi in Medio Oriente mostra la forte vulnerabilità dell'Ue di fronte agli shock energetici che condizionano direttamente la ripresa dell'Eurozona;
- Il posizionamento dell'Italia all'ultimo posto per crescita accresce la rilevanza del caro-energia e le sue conseguenze sul - Il mantenimento del deficit al 2,9% è un traguardo decisivo sia per Roma sia per la stabilità monetaria dell'area euro.
Adesso
- Le prospettive per l'intera Ue vedono il Pil crescere dell'1,1% nel 2026 e dell'1,4% nel 2027, mentre l'Eurozona si attesterà allo 0,9% e all'1,2%, confermando uno scenario europeo rallentato dalle tensioni geopolitiche;
- I prossimi step necessari nell'iter approvativo includono la risposta di Palazzo Berlaymont alla lettera di Giorgia Meloni attesa la settimana prossima e il successivo esame dei dati definitivi Istat dopo l'estate;
- A livello italiano ci si deve aspettare una stretta sorveglianza sui conti poiché il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha già raffreddato le richieste di flessibilità sul Patto di stabilità ricordando i limiti del debito pubblico.