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Nel 2025 Europa +1,3°C e oltre 1 milione di ettari bruciati

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Nel 2025 Europa +1,3°C e oltre 1 milione di ettari bruciati

Cosa è successo

Il report European State of the Climate 2025 (ESOTC 2025) pubblicato da Copernicus Climate Change Service insieme a World Meteorological Organization fotografa un anno di record simultanei che ridefiniscono il profilo climatico europeo. Il 2025 è stato l’anno più caldo mai registrato in Europa (+1,3°C rispetto alla media), con un’ondata di calore di luglio tra le più lunghe e intense mai osservate (25 giorni) e picchi fino a 50,5°C in Turchia.

Il 41% del continente ha sperimentato condizioni di heat stress elevato. Sul fronte incendi, è stato registrato un nuovo record assoluto di superficie bruciata (oltre 1 milione di ettari), con emissioni ai massimi storici e un’estensione geografica del rischio verso paesi tradizionalmente non esposti come Regno Unito, Paesi Bassi e Germania. Parallelamente, il sistema idrologico europeo entra in una fase di deficit strutturale: suoli tra i più secchi dal 1992 e flussi fluviali sotto media per quasi tutto l’anno, mentre gli eventi alluvionali diventano meno estesi ma più localizzati e difficili da prevedere.

Perché è importante

Il dato chiave non è il singolo record, ma la loro combinazione. Calore estremo, incendi e scarsità idrica non agiscono più separatamente ma come un sistema interconnesso che amplifica il rischio complessivo.

  • Le morti legate al calore, già 62.800 nel 2024, mostrano una volatilità elevata anno su anno, segnale di un peril sempre meno prevedibile. Gli incendi, invece, non solo aumentano di intensità ma si spostano geograficamente, ampliando la platea dei territori esposti;
  • Sul piano idrologico, la riduzione delle alluvioni “classiche” non implica una riduzione del rischio, ma una sua trasformazione: eventi più brevi, localizzati e convettivi, quindi più difficili da modellare e gestire. Il Mediterraneo, e quindi l’Italia, si colloca nel cuore di questa trasformazione, con esposizione simultanea a calore, siccità e incendi.

E adesso?

  • Il 2025 non è un outlier ma un segnale di regime. Le politiche pubbliche dovranno spostarsi da una logica di risposta agli eventi a una di gestione sistemica del rischio: adattamento urbano, gestione delle risorse idriche, prevenzione incendi e resilienza energetica diventano priorità integrate;
  • Per paesi come l’Italia, questo significa affrontare simultaneamente stress idrico, aumento degli incendi e pressione sulle città durante le ondate di calore. Il vero cambio di paradigma è che il rischio climatico non è più una variabile ambientale, ma una componente strutturale della stabilità economica e territoriale europea.

Fonte

https://climate.copernicus.eu/sites/default/files/custom-uploads/ESOTC-2025/ESOTC-2025-report.pdf

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