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Milleproroghe: proroghe sanitarie e ricetta elettronica a regime
Cosa è successo?
Nel decreto Milleproroghe, attualmente in iter accelerato al Senato, il capitolo sanitario combina misure ponte su personale, responsabilità e adempimenti con un intervento strutturale di digitalizzazione. Tra le principali disposizioni figura la permanenza volontaria fino a 72 anni per i medici del SSN (esclusi i docenti universitari), pensata per mitigare carenze di organico e garantire continuità assistenziale. Viene inoltre prorogato lo scudo penale per la responsabilità professionale, mentre sono stanziati 54 milioni per il biennio 2026-2027 destinati all’assistenza sanitaria ai profughi ucraini. Il provvedimento include anche il rinvio della scadenza del triennio formativo ECM 2023-2025 e della disciplina sulle incompatibilità. Parallelamente, la ricetta elettronica viene stabilizzata come modalità ordinaria di prescrizione.
Perché è importante?
Il pacchetto evidenzia una strategia di gestione transitoria delle criticità del sistema sanitario, in particolare sul fronte delle risorse umane e della responsabilità professionale. Le proroghe offrono flessibilità operativa nel breve periodo ma mantengono un quadro regolatorio temporaneo e potenzialmente disomogeneo. La stabilizzazione della ricetta elettronica segna invece un passaggio strutturale verso la piena digitalizzazione dei servizi, con implicazioni su interoperabilità, qualità dei dati e integrazione tra sistemi regionali.
E adesso?
L’attenzione si sposta sull’attuazione: chiarimenti sul perimetro dello scudo penale, impatto reale del trattenimento dei medici sulla governance del personale e definizione di standard tecnici per la ricetta elettronica. Questi elementi saranno decisivi per tradurre proroghe emergenziali in miglioramenti organizzativi e consolidare la trasformazione digitale del SSN.