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Mentre 2,4 mln di persone vivono in povertà energetica, Italia Viva chiede di disaccoppiare il prezzo dell'elettricità dal gas

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Mentre 2,4 mln di persone vivono in povertà energetica, Italia Viva chiede di disaccoppiare il prezzo dell'elettricità dal gas

Cos’è successo

La Camera ha aperto la discussione generale sulla mozione presentata dall'On. Boschi e altri parlamentari di Italia Viva, dedicata alla riduzione del costo dell'energia e alle politiche per la crescita. A illustrare il testo è stato l'On. Giachetti, che ha descritto uno scenario segnato dal conflitto in Medio Oriente, dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dal possibile rialzo del petrolio fino a 140 dollari al barile, con effetti pesanti su bollette, produzione industriale, salari reali e oltre 2,4 milioni di persone in povertà energetica. La proposta punta su un piano energetico nazionale, accelerazione delle rinnovabili, disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da quello del gas, una politica industriale condivisa con il Parlamento e un fondo sovrano europeo per l'energia sul modello del Next Generation Eu.

Sono intervenuti anche l'On. Casu (PD), che ha annunciato il sostegno convinto del suo gruppo evidenziando 37 mesi di contrazione industriale su 42 e un differenziale del prezzo elettrico tra i 25 e i 45 euro per megawattora rispetto a Germania, Francia e Spagna; l'On. Giorgianni (FdI), che ha respinto la mozione attribuendo l'aumento dei costi a dinamiche geopolitiche globali e rivendicando gli accordi energetici con il Nordafrica, la diversificazione delle fonti e la riduzione del cuneo fiscale; l'On. Silvestri (M5S), che ha attaccato la strategia energetica del governo, chiedendo una tassazione degli extraprofitti di Enel, Eni, Snam e Terna e bocciando il ritorno al nucleare a favore di investimenti massicci sulle rinnovabili.

Perché conta

Il confronto in Aula mette a fuoco una divergenza profonda sul modello energetico e industriale dell'Italia, in una fase in cui l'aggravio energetico per le imprese è stimato da Confindustria in 21 miliardi di euro, Arera ha annunciato un aumento dell'8,1% delle tariffe elettriche per i clienti vulnerabili e la crescita prevista resta ferma allo 0,6%.

  • Il nodo del market design europeo: tutte le opposizioni chiedono di sganciare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, in modo che i benefici delle rinnovabili arrivino davvero a famiglie e imprese;
  • Circa 20 gigawatt di impianti rinnovabili risultano già autorizzati ma non ancora in rete, secondo quanto emerso dagli interventi delle opposizioni;
  • Restano sul tavolo le divisioni di fondo sul mix energetico, con il M5S contrario al nucleare e favorevole a un'espansione delle rinnovabili e dello storage, mentre la maggioranza difende un approccio "pragmatico e non ideologico".

Adesso

  • Il governo si è riservato di intervenire in una seduta successiva e il seguito della discussione, con eventuali voti sulla mozione e su proposte alternative, è stato rinviato.

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