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M5S contro la Zes unica: i permessi edilizi nel Mezzogiorno aggirano i Comuni e rischiano un imponente contenzioso tributario

Cos’è successo
La deputata del Movimento 5 Stelle On. Auriemma ha presentato questa settimana un'interpellanza urgente rivolta al presidente del Consiglio e al ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, per chiedere conto dell'applicazione concreta dell'autorizzazione unica nell'ambito della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, istituita con il decreto-legge 124 del 2023. Il testo, sottoscritto anche dai deputati Alifano e Quartini, contesta l'attuale utilizzo dello strumento, che secondo i firmatari starebbe svuotando di potere gli enti locali e indebolendo la pianificazione urbanistica comunale.
Tra le criticità segnalate, l'interpellanza richiama la possibilità di rilasciare permessi in zone prive di opere di urbanizzazione primaria, in presunto contrasto con il testo unico dell'edilizia (dpr 380/2001), la trasformazione di fatto di lotti agricoli in industriali bypassando i piani urbanistici comunali, il meccanismo del silenzio-assenso in conferenza di servizi e l'assenza di oneri di urbanizzazione che rischierebbero di scaricare i costi futuri sulle casse comunali. Viene inoltre richiamato l'articolo 49 del dpr 380/2001, che fa decadere i benefici fiscali per interventi in violazione delle norme urbanistiche, con il rischio di un imponente contenzioso tributario.
Perché conta
- L'atto solleva un nodo politico delicato sul rapporto tra le finalità di semplificazione amministrativa della Zes unica e la tutela del territorio e del paesaggio garantita dall'articolo 9 della Costituzione, in un'area, quella del Mezzogiorno, dove la riforma è uno degli strumenti chiave di attrazione degli investimenti.
Adesso
- Trattandosi di un'interpellanza urgente, il governo è tenuto a fornire una risposta in Aula nei tempi ravvicinati previsti dal regolamento parlamentare.