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Lo scontro su Taiwan tra Cina e Usa potrebbe portare a un conflitto nucleare con più di 4000 testate coinvolte

Cos’è successo
Un recente rapporto dell'International Institute for strategic studies (Iiss) di Londra avverte: uno scontro su Taiwan tra Cina e Usa rischia di innescare un'escalation nucleare distruttiva, in un panorama in cui sono pronte al potenziale coinvolgimento oltre 4000 testate. Secondo lo studio, pubblicato alla vigilia dello Shangri-La Dialogue di Singapore, la mancanza di contrappesi e di limiti comunicativi, soprattutto da parte americana, e la rapida espansione degli arsenali nell'Asia-Pacifico stanno spingendo il pianeta verso una nuova corsa alle armi atomiche.
Occorre ricordare che la Cina considera Taiwan una propria provincia “ribelle” che prima o poi andrà inglobata nella Repubblica popolare. Un eventuale conflitto vedrebbe vaste operazioni militari mirate a colpire i centri di comando reciproci, innalzando drammaticamente il pericolo di un'escalation atomica, nonostante i recenti contatti diplomatici tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.
Perché conta
La stabilità internazionale dipende strettamente dalla risoluzione di questa crisi per diverse ragioni geopolitiche:
- A livello bilaterale Usa-Cina, la sovranità di Taiwan rappresenta un punto di scontro vitale, aggravato dall'assenza di una cultura del dialogo strutturato sul controllo degli armamenti, una mancanza che rende imprevedibili le mosse militari delle due superpotenze;
- A livello globale, l'escalation metterebbe a rischio l'intero pianeta poiché, secondo stime difficili da confermare in modo indipendente, gli Usa schierano 3700 testate attive e la Cina ne possiede 620 in rapida crescita. La sola Russia, peraltro, ne detiene oltre 4400;
- A livello europeo, la crisi paralizzerebbe i mercati e le catene di approvvigionamento tecnologico, poiché Taiwan è il maggior produttore di chip al mondo, costringendo la Ue a riconsiderare immediatamente la propria sicurezza e la dipendenza commerciale dall'Asia.
Adesso
- Lo scenario globale prospetta una nuova corsa agli armamenti nucleari e convenzionali a lungo raggio nell'Asia-Pacifico, capace di mettere in discussione i fragili equilibri della deterrenza ereditati dalla Guerra Fredda;
- Lo scenario europeo vedrebbe l’Ue duramente colpita sul piano economico e costretta a gestire le pesanti ripercussioni diplomatiche e militari derivanti da un conflitto transatlantico dagli effetti devastanti;
- I prossimi step geopolitici si delineeranno a Singapore, durante l'imminente conferenza sulla difesa di questo fine settimana, un evento in cui l'attenzione è focalizzata sul discorso del segretario alla Difesa degli Usa, lasciando aperta l'incertezza su chissà cosa dirà Pete Hegseth e se Pechino confermerà la presenza del ministro Dong Jun.