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Le riserve strategiche di petrolio Usa hanno raggiunto il livello più basso da oltre 40 anni e la tensione con l’Iran resta alta

Cos’è successo
Le scorte di petrolio greggio nella Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti sono diminuite di 6,2 milioni di barili, raggiungendo i 319,5 milioni di barili: è il livello più basso dall'aprile del 1983. È quanto emerge dai dati del Dipartimento dell'Energia, aggiornati alla settimana terminata il 3 luglio. Questa drastica riduzione colloca lo scudo energetico di Washington ben al di sotto della sua capacità massima di stoccaggio, pari a 713,5 milioni di barili, un cuscinetto di sicurezza che era stato quasi interamente riempito l'ultima volta intorno al decennio 2010-2020. La riduzione avviene in un momento di fragilissima calma in Medio Oriente: nonostante la recente ripresa degli scontri armati tra Washington e Teheran, i dati di tracciamento navale confermano che diverse navi cisterna cariche di gas liquefatto stanno continuando ad attraversare lo Stretto di Hormuz.
In queste ore, dietro le quinte, la diplomazia internazionale è freneticamente al lavoro per salvare la tregua siglata a Islamabad a giugno, supportata da una strategia geopolitica americana che alterna attacchi mirati a pause tattiche, pensate appositamente per non far fallire i colloqui tecnici sul nucleare ancora in corso.
Perché conta
- Il prezzo del Brent è balzato del 5,2% superando i 78 dollari al barile subito dopo i raid americani, confermando l'ammissione fatta dallo stesso presidente presidente Donald Trump sul fatto che ogni azione militare contro l'Iran si riflette istantaneamente sui mercati;
- Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha condannato duramente i recenti attacchi iraniani contro le petroliere Diyan e Al Rukayyat, esortando Teheran a rispettare la risoluzione ONU 2817 e il memorandum d'intesa per garantire il libero passaggio marittimo;
- L'indipendenza energetica di Washington non garantisce la sicurezza dei prezzi interni alle pompe di benzina, poiché il greggio è una commodity globale e risente delle tensioni mediorientali anche se solo il 7 per cento del petrolio consumato oltreoceano transita effettivamente da Hormuz.
Adesso
- Sul piano regionale, la stabilità dell'area è appesa al fragile accordo di Islamabad, la cui tenuta dipenderà dallo stop definitivo alla spirale di rappresaglie tra Usa e Iran;
- A livello internazionale, gli Usa stanno portando avanti un doppio binario strategico che unisce la deterrenza militare a negoziati tecnici sotterranei sul nucleare;
- In ambito europeo, le istituzioni Ue monitorano con crescente allarme l'escalation nello Stretto di Hormuz, con la Francia in particolare che chiede moderazione a entrambe le parti.