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Le perdite assicurate globali da catastrofi toccano 92 miliardi di dollari nei primi 9 mesi, il minimo dal 2019
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Cos’è successo
Secondo il report trimestrale di Gallagher Re pubblicato il 21 ottobre, le perdite assicurate globali da catastrofi naturali nei primi nove mesi del 2026 hanno raggiunto 92 miliardi di dollari — il 29% sotto la media decennale (128 miliardi) e il livello più basso da inizio anno dal 2019.
Il settore ha ormai attraversato sei trimestri consecutivi senza un singolo evento catastrofale che abbia generato oltre 10 miliardi di dollari di perdite assicurate — una delle serie più lunghe degli ultimi decenni.
Perché conta
- Il dato non riflette una riduzione degli eventi in sé: si sono registrati 54 eventi con perdite economiche sopra il miliardo di dollari e 24 con perdite assicurate sopra quella soglia, numeri sostanzialmente in linea con le medie storiche — è la minore severità dei singoli eventi, non la loro minore frequenza, a tenere basso il totale aggregato;
- Negli Stati Uniti, le perdite da tempeste convettive severe (SCS) hanno comunque superato i 43 miliardi di dollari nei primi tre trimestri, segnando il quarto anno consecutivo sopra i 40 miliardi (dato aggiustato per l’inflazione) — un record di persistenza per questo tipo di rischio “secondario”, anche in un anno complessivamente tranquillo;
- Anche l’Europa ha registrato almeno 9 miliardi di dollari di perdite assicurate da tempeste convettive, inclusi 3,8 miliardi da una sola ondata di fine agosto — a conferma che il rischio SCS, un tempo considerato marginale, sta assumendo un peso sempre più strutturale nei bilanci assicurativi su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Adesso
- L'uragano Isaias, primo uragano maggiore della stagione atlantica 2026, dovrebbe generare perdite assicurate comprese tra poche centinaia di milioni e la singola cifra bassa dei miliardi di dollari, secondo le stime di Gallagher Re — un contributo che non altererebbe il quadro complessivo di un anno sotto media;
- Resta da vedere se la sequenza di sei trimestri senza eventi sopra i 10 miliardi di dollari proseguirà nell’ultimo trimestre dell'anno, tradizionalmente ancora attivo per la stagione degli uragani atlantici e per gli incendi boschivi nell’emisfero settentrionale;
- Il contrasto tra un anno "tranquillo" sul fronte dei grandi eventi e la persistente severità delle tempeste convettive severe suggerisce che il settore dovrà continuare a modellare con attenzione crescente anche i rischi considerati storicamente secondari, non solo le grandi catastrofi.