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Le ondate di calore hanno causato circa 300.000 morti in Europa dal 2000 e per l’Eiopa sono il principale rischio climatico per vita, salute e pensioni

Cos’è successo
EIOPA ha pubblicato un report sugli effetti del cambiamento climatico per assicuratori vita e salute e fondi pensione occupazionali, individuando nel caldo estremo il principale rischio climatico lato passività. Dal 2000 le ondate di calore hanno causato in Europa circa 300mila morti, il 97% di tutti i decessi legati a eventi meteorologici e climatici estremi: in media oltre 11.000 l’anno. Negli scenari più severi, i decessi annui potrebbero raggiungere livelli paragonabili a quelli della pandemia di Covid-19.
Il report arriva dopo un’estate record. L’Europa occidentale ha registrato una temperatura media estiva di 21,69°C, 2,54°C sopra la media 1991-2020, superando il primato del 2003. Ad agosto la temperatura globale ha toccato +1,65°C rispetto all’era preindustriale, e le stime riportate a settembre parlavano di 35.000 morti in eccesso in Europa.
Perché conta
Mortalità, morbilità e longevità, le tre ipotesi su cui si reggono i modelli di business di assicuratori vita e salute e fondi pensione, sono tutte direttamente esposte al caldo, che aumenta anche gli incendi e la diffusione di dengue e malaria.
- Le linee più colpite sono, nel ramo danni, spese mediche, protezione del reddito e infortuni sul lavoro; nel ramo vita, le assicurazioni salute assimilabili al vita e le polizze vita senza partecipazione agli utili;
- Oggi l’impatto finanziario è contenuto per tre ragioni: copertura sanitaria pubblica diffusa, diversificazione dei portafogli ed effetto compensativo della longevità. Più mortalità pesa sui fondi propri attraverso i prodotti vita e salute, ma riduce gli impegni su rendite e pensioni;
- Il cuscinetto non è uniforme: secondo EIOPA gli effetti variano molto per prodotto e portafoglio, e la loro rilevanza è destinata a crescere nei prossimi decenni.
Adesso
- EIOPA ha sviluppato un sistema di punteggio del rischio basato su pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, applicabile per compagnia, linea di business e paese, sul modello di quello già usato per l’esposizione dei rami danni al rischio fisico;
- L’autorità chiede di integrare questi rischi nelle valutazioni climatiche, includendo sia gli effetti diretti sulla salute sia quelli macroeconomici indiretti: in Francia, ondate di calore e siccità costano 0,1 punti di PIL nel 2026;
- Il rischio climatico per vita e pensioni esce dalla cornice ESG e diventa un rischio attuariale: le compagnie con portafogli sbilanciati tra protezione e rendite saranno le prime a dover rivedere le ipotesi.