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Le associazioni agricole europee chiedono all'Ue 480 mld per la PAC e nuove deroghe sugli aiuti di Stato

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Le associazioni agricole europee chiedono all'Ue 480 mld per la PAC e nuove deroghe sugli aiuti di Stato

Cos’è successo

Il Quadro temporaneo di aiuti di Stato per i settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente, adottato dalla Commissione il 29 aprile 2026, scade a fine anno. Intanto gasolio agricolo e fertilizzanti cominciano a scarseggiare e i negoziati sul bilancio UE 2028-2034, il Quadro finanziario pluriennale (QFP), entrano nella fase decisiva. In un’intervista a Eunews del 9 ottobre, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e rieletto all’unanimità il 2 ottobre alla guida del COPA, l’associazione che riunisce le principali organizzazioni agricole europee, ha chiesto un nuovo Temporary Framework che vada oltre quello in scadenza e permetta agli Stati di contenere i costi di energia e fertilizzanti.

Giansanti sostiene la richiesta di maggiore flessibilità della premier Giorgia Meloni, che secondo Eunews la Commissione ha frenato spiegando di averla già concessa. Sostiene che gli Stati con più capacità di spesa vengono avvantaggiati sul mercato interno e internazionale. Sul QFP chiede di partire dalla prima proposta della presidente von der Leyen, con l’aggiunta del 10% del cosiddetto Rural target (la quota di spesa dedicata alle aree rurali) e di 50 miliardi legati all’anticipo dei due terzi dei fondi di agricoltura e coesione. Il totale sarebbe di 390 miliardi per la PAC, con aggancio automatico all’inflazione. Il COPA propone circa 480 miliardi. Per il bilancio complessivo chiede almeno 2.000 miliardi, pari all’1,3% del PIL UE e a 0,3 punti in più rispetto a oggi.

Perché conta

La richiesta si regge su un'idea precisa, e cioè che l’inflazione colpisca contemporaneamente produttori e consumatori e che serva un bilancio comune in grado di rispondere alle crisi.

  • I costi non pesano allo stesso modo in tutti i Paesi: secondo Giansanti, l’impatto è a macchia di leopardo perché dipende dalla capacità di spesa di ciascuno Stato, e senza una cornice europea gli agricoltori dei Paesi con meno risorse partono svantaggiati; in Italia il gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,62 euro al litro dall’inizio della guerra in Iran, secondo l’analisi di Coldiretti;
  • Il fronte sul bilancio è più ampio di quello frugale: Giansanti segnala che 17 Paesi della coesione sostengono la PAC e che la Francia, pur non avendo firmato il documento, ha garantito il proprio appoggio, per un totale di 18 Stati su 27, contro i Paesi frugali che spingono per tagli;
  • L’allargamento allo stesso bilancio può ridurre la quota agricola: l’Ucraina porterebbe 40 milioni di ettari ad alta produttività in un’Ue da 120 milioni di ettari, e per Giansanti serviranno regole transitorie e un tetto ai pagamenti per evitare che le risorse si concentrino sulle aziende ucraine, già oggi pesate, a suo dire, dall’import a dazi zero in alcuni comparti sensibili per Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia e Slovenia.

Adesso

  • La proposta irlandese sul QFP è il passaggio decisivo: Giansanti ha detto che avrebbe deciso le azioni dopo aver letto la nuova bozza negoziale della presidenza irlandese;
  • La mobilitazione resta sul tavolo: Giansanti rivendica che la protesta di Bruxelles del dicembre 2025 abbia spinto Meloni e von der Leyen a incrementare le risorse PAC inizialmente tagliate del 20%, e dice di essere pronto a tornare in piazza se serve a proteggere il futuro degli agricoltori;
  • Il gasolio dipende intanto da misure parziali: lo sconto Eni del 20% su carburanti per agricoltura e pesca vale fino al 31 ottobre, e Giansanti auspica che anche le altre raffinerie con depositi di gasolio agricolo intervengano nella stessa misura per evitare un calo della capacità produttiva.

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