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Le 5 priorità economiche della presidenza irlandese del Consiglio Ue

Cos’è successo
La presidenza irlandese ha preso il timone del Consiglio Ue per il semestre 1° luglio–31 dicembre 2026, con la competitività elevata a priorità sovraordinata dell'ECOFIN. E ha subito acceso i motori: il primo trilogo sull'euro digitale è partito il 13 luglio, ad appena due settimane dall'inizio del mandato.
L'agenda finanziaria è fitta: spingere verso un accordo la Savings and Investments Union (SIU) e il quadro cartolarizzazioni, far avanzare il bilancio pluriennale 2028-2034 — con il nodo delle risorse proprie — e presidiare i conti via Semestre europeo. La bussola è la One Europe, One Market Roadmap, siglata dalle tre istituzioni ad aprile 2026. Sullo sfondo pesano la guerra in Ucraina e il conflitto nel Golfo sui mercati energetici.
Perché conta
Per l'Italia la partita si gioca su due tavoli connessi. SIU e rilancio delle cartolarizzazioni liberano capacità di prestito delle banche e aprono canali di mercato per PMI e scale-up: ossigeno per un sistema produttivo sotto-capitalizzato. Ma la stessa presidenza che promette capitali più profondi presidia la disciplina fiscale — Semestre europeo, piani fiscali-strutturali di medio termine, sostenibilità del debito — con effetti diretti sulla credibilità dei conti e sullo spread dei BTP.
- Il negoziato MFF 2028-2034 ruota attorno alla revisione delle risorse proprie: per un contribuente netto come l'Italia, è lì che si misura il saldo tra versamenti e ritorni (Parlamento Ue);
- L'euro digitale apre subito il trilogo (13 luglio): opzione europea per i pagamenti che rafforza l'Ue come hub finanziario, ma sottrae valore ai circuiti privati esistenti;
- Sì, ma: la Commissione punta a chiudere la SIU "entro fine 2026", però dopo i Working Party sul Market Integration and Supervision Package (dic 2025–mar 2026) il Taoiseach parlava di "~80% di file completati" a giugno, in cerca di un "landing zone". Possibile, non scontato in sei mesi.
Adesso
- Recovery Fund: la Commissione ha chiesto di revisionare i piani entro il 31 maggio 2026 per l'adozione in Consiglio entro il 31 agosto; a metà 2025 restavano oltre 335 miliardi di euro da erogare, con forte pressione ad accelerare la spesa nell'ultimo tratto;
- A ottobre 2026 arrivano l'aggiornamento della lista Ue delle giurisdizioni non cooperative e l'avanzamento su Global Minimum Tax (Pillar Two) e CBAM: fronte fiscale che tocca industria ed export;
- Euro digitale: dopo il primo trilogo del 13 luglio, i negoziati interistituzionali proseguono per tutta la seconda metà dell'anno, con l'obiettivo dichiarato di chiudere l'accordo sul quadro legislativo entro fine 2026 — poi la palla passa alla BCE, con lancio potenziale non prima del 2029.