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Le 5 politiche di Sanchez e dei suoi predecessori che hanno reso la Spagna leader della crescita in Ue

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Le 5 politiche di Sanchez e dei suoi predecessori che hanno reso la Spagna leader della crescita in Ue

Cos’è successo

La visita in Italia del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez riaccende i riflettori su quello che potremmo chiamare “miracolo spagnolo”. Il Paese iberico - che ai tempi della crisi del 2008 era un fragile membro dei "Piigs" insieme a Italia,Irlanda, Grecia e Portogallo - era schiacciato dal crollo immobiliare e da una disoccupazione al 26%, mentre oggi oggi quello che cresce di più in Europa.

Il passaggio dalla profonda recessione al primato attuale è l'esito di riforme strutturali concrete, attuate sia da governi conservatori, come quello di Mariano Rajoy, sia progressisti, come quello attuale. I vari esecutivi hanno stabilizzato il sistema e aumentato la competitività della nazione all'interno dell'Ue.

Perché conta

Le scelte politiche ed economiche alla base di questo successo si riassumono in alcuni provvedimenti chiave:

  • La riforma del lavoro, che ha visto susseguirsi la flessibilità dei licenziamenti (governo conservatore, 2012) alla forte stabilizzazione dei contratti del 2021 (governo socialista), riducendo la disoccupazione ai minimi storici;
  • Il risanamento del sistema bancario nel 2012 con il fondo Frob (Fondo de Reestructuración Ordenada Bancaria), che ha trasferito i crediti deteriorati ripristinando rapidamente il credito alle imprese;
  • Lo sviluppo su larga scala delle energie rinnovabili, che tuttavia – volendo fare un paragone con l’Italia – è stato facilitato da una condizione strutturale, emersa più volte durante l'evento “Europe Independence Moment (?)”, organizzato a Brescia da Future Proof Society: la Spagna ha potuto investire massicciamente sulle fonti verdi anche perché non ha lo stesso livello industriale dell'Italia e, soprattutto, non possiede lo stesso numero di industrie energivore;
  • Il sostegno della domanda interna tramite il progressivo innalzamento del salario minimo oltre i 1.100 euro, una misura che ha protetto il potere d'acquisto stimolando i consumi;
  • La gestione centralizzata e tempestiva dei fondi del piano NextGenerationEU, che ha permesso di accelerare la messa in campo delle risorse Ue attirando ingenti investimenti tecnologici esteri.

Adesso

  • La Spagna si propone a Bruxelles come nuova locomotiva e snodo energetico, offrendo stabilità e affidabilità in una fase di forte incertezza e stagnazione per i partner storici del continente;
  • Trainata dalle esportazioni, forte di una crescita del Pil consolidata al 2,8% e stime proiettate al 2,1%, la Spagna stacca nettamente le performance economiche di Francia (1,1%), Italia (0,8%) e la stagnazione strutturale della Germania (0,4%);
  • L’Italia, in particolare, sconta una crescita frammentata e un debito elevato, risentendo della competizione iberica a causa di un tessuto industriale che, pur essendo più pesante, resta fortemente esposto alle oscillazioni energetiche.

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